“Il sistema pensionistico è sostenibile dal punto di vista economico, anche perché ha dei meccanismi di autoregolazione.
Rischia però di essere insostenibile dal punto di vista sociale perché, in futuro, le pensioni potrebbero essere troppo basse” – lo ha affermato Roberto Ghiselli, Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps, intervenendo alla trasmissione ‘Fuoritg’ su Rai3.
Per Ghiselli “l’età media dei pensionamenti è salita da 62 a 65 anni, superiore alla media europea.
Non tutte le persone vanno in pensione non appena raggiungono i requisiti, anche perché gli importi delle pensioni sono più bassi di prima.
Molti scelgono di restare al lavoro.
Le persone dovrebbero essere libere di scegliere quando andare in pensione.
Questa libera scelta non avrebbe un grande impatto sui conti dell’Inps, perché vale il principio che chi va in pensione prima prende meno.”
Sulla previdenza complementare Ghiselli ritiene che il tema “non sia risolutivo, soprattutto per i più giovani.
Chi ha un lavoro povero e discontinuo non si iscrive alla previdenza complementare.
Raramente chi è iscritto a un fondo di previdenza complementare sceglie la rendita al termine del suo percorso.
La stragrande maggioranza opta per avere il capitale.
La verità è che servono lavori stabili, di qualità, ben retribuiti.”
Sul tema degli esodati, Ghiselli avverte: “Migliaia di persone rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione.
Serve una norma.
L’impatto finanziario sarebbe limitato.
Chi si trova esodato non dorme sonni tranquilli e vuole che il problema sia risolto.”








