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Roberto Di Lenarda (rettore Università di Trieste): «Basta con il sottofinanziamento degli atenei. Pnrr rafforzi la ricerca»

Porre fine al sottofinanziamento delle università, rafforzando i dottorati e potenziando le infrastrutture di ricerca e la ricerca di base, anche grazie al consolidamento del rapporto pubblico-privato. Sono solo alcuni degli obiettivi esposti dal rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2020/21. Dei punti importanti per l’Istruzione universitaria italiana, ma che per essere resi possibili necessitano di risorse aggiuntive e di maggiore flessibilità, in termini normativi, a parte dal Recovery Plan.

Il Pnrr, secondo Di Lenarda, può guardare al “sistema Trieste” come modello affidabile. «È noto che le risorse ottengono più risultati se allocate su sistemi che hanno massa critica: a Trieste questo c’è. Abbiamo un’università e un corollario di molte altre entità scientifiche di alto valore, ognuna con la sua specificità, che possono costituire massa critica». In questo tipo di realtà «pari investimento può creare valore maggiore, perché ci sono un’economia di scala e una sinergia di competenze».

Un anno positivo per l’ateneo, nonostante la pandemia, con un aumento degli immatricolati superiore al 10% rispetto al 2019, superando i 5.000 iscritti al primo anno dei corsi di studio. Un risultato che non accadeva dal 2009-2010. «Confido che dopo l’11 aprile si possano aprire laboratori e tirocini e se le condizioni lo permetteranno anche le lezioni in presenza», ha concluso Di Lenarda.

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