Negli ultimi quattro anni è in preoccupante calo il numero delle imprese milanesi possedute e controllate da giovani under 35. Se ne contano infatti 24 mila, pari al 7,9% del totale delle imprese della città metropolitana, in calo dell’1% rispetto al 2018. Una crisi, quella dell’imprenditoria giovanile, ancora più marcata a livello lombardo (-2%) e italiano (-2,7%), che potrebbe essere ulteriormente influenzata negativamente a causa degli effetti della pandemia. Se ne è parlato nel corso dell’Assemblea Annuale del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda, che ha scelto come tema quello del “Futuro Imperfetto”, approfondendo la questione della prospettiva dell’imprenditoria all’epoca del Covid, con un occhio al mercato del lavoro, alle politiche di occupabilità e di opportunità di carriera.
«Investire sui giovani significa investire sul nostro futuro» ha dichiarato Alessandro Spada, presidente di Assolombarda. «Serve un’operazione fiducia per contrastare il trend della pandemia, i cui effetti rischiano di ripercuotersi per i prossimi 15 anni su coloro che oggi si apprestano a trovare un impiego. Dobbiamo prepararci all’uscita da questa situazione di crisi rafforzando la collaborazione tra le imprese e il sistema educativo per colmare il gap tra le competenze degli studenti e quelle richieste dalle aziende, a vantaggio sia dell’occupabilità dei giovani sia della competitività delle imprese. In Lombardia possiamo già contare su un eccellente sistema universitario, in cima alle classifiche internazionali. In questa direzione il Next Generation EU ci dà l’occasione di investire importanti risorse sul futuro dei giovani e nella formazione, la vera infrastruttura sociale».
«Senza dimenticare» , aggiunge, «l’importanza degli Istituti Tecnici Superiori, che proprio per lo stretto collegamento con il sistema delle imprese e con il mondo del lavoro rappresentano un elemento chiave per dare risposta alla domanda di competenze qualificate ad alto contenuto innovativo».
«Ci sarà un futuro, vediamo di renderlo il più positivo possibile. La pandemia Covid ha aggravato lo scenario dell’occupazionale giovanile» ha sottolineato invece Paul Renda, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda. «Gli under 35 risultano ora più scoraggiati che mai nella ricerca di un impiego, con i Neet che salgono in Italia al 19,4% nel secondo trimestre 2020».
«Per contrastare questo scenario», prosegue, «serve ripartire da un tavolo condiviso con le istituzioni per rendere insieme il nostro territorio un luogo attrattivo per il futuro dei giovani, attraverso politiche che stimolino gli investimenti e il mercato del lavoro, anche perché spendiamo in attività formative circa la metà di quanto spendono Stati Uniti e Gran Bretagna e meno della media europea. Dobbiamo anche cercare di riportare nel nostro Paese i tanti italiani che sono dovuti andare all’estero perché qui non c’erano opportunità per il futuro. Milano è la città che ogni anno perde il maggior numero di fuoriusciti giovanili e quindi se vogliamo renderla una delle migliori città europee, dobbiamo soffermarci su come bloccare questa problematica. A cominciare dalla semplificazione del riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero, un incentivo a costo zero e di facile applicazione che favorirebbe il rientro di tanti giovani».
«In questa direzione» aggiunge Renda «occorre stipulare accordi tra Paesi per agevolare le pratiche di rilascio dei documenti, oltre per esempio ad assegnare punteggi aggiuntivi ai candidati che hanno maturato esperienze lavorative o di studio all’estero, in occasione di concorsi pubblici. Oltre a questo, è di fondamentale importanza una gestione attenta e lungimirante dei fondi europei. Infatti, il Recovery Fund sancirà le sorti della nostra generazione e di quelle future: siamo di fronte a un’occasione unica per migliorare il Paese attraverso interventi strutturali e investimenti. Servono scelte coraggiose verso i giovani, verso l’Italia di oggi e di domani».








