La Camera Penale di Isernia voterà sì al referendum sulla Giustizia dei prossimi 22 e 23 marzo.
Lo fa sapere con una nota diffusa dal presidente, Francesco La Cava: “La riforma non è altro che l’attuazione del giusto processo di cui all’art. 111 della Costituzione: ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. Questo realizza il ‘sì’ al voto”.
Poi La Cava entra nel merito: “Continuare ad avere un Pubblico Ministero (che non è un Giudice, visto che non emette sentenze ‘in nome del Popolo Italiano‘) che appartiene allo stesso Ordine Giudiziario del Giudice (che invece emette sentenze ‘in nome del Popolo Italiano‘) non garantisce il principio di terzietà richiesto dalla norma Costituzionale. Il Giudice oltre che essere terzo deve anche apparire terzo”.
La separazione delle carriere, prosegue la nota, “è una maggiore garanzia di indipendenza per l’intera Magistratura, sia giudicante che requirente. In nessuna parte della legge di riforma si parla o ipotizza la dipendenza del Pubblico Ministero, ancor meno del Giudice, alla politica, sono entrambi soggetti soltanto alla legge”.
“La riforma – conclude la nota di La Cava – non è una questione politica né un attacco alla Magistratura, ma è un rafforzamento dello Stato Democratico con una Magistratura che garantisce il pieno rispetto delle leggi in attuazione dei Principi Costituzionali”.








