Il 2020 è stato l’anno della grande distribuzione, «noi siamo andati bene, vero. L’insegna Conad ha fatto registrare una crescita a doppia cifra del fatturato rispetto all’anno scorso, sfiorando i 16 miliardi, anche per effetto dell’integrazione con i punti vendita ex Auchan. Ma c’è stato il tracollo del canale ristorazione. Sa quanti esercenti vengono a rifornirsi nei supermercati? Glielo dico: meno 10% di volumi. E poi le previsioni per il 2021: drammatiche. Che cosa succederà quando finirà il blocco ai licenziamenti? Servirebbe una classe dirigente all’altezza. Mi sembra che l’Italia ora sia una torre di Babele. Senza lavoro che Paese costruiamo? Fatto solo di mance elettorali e bonus a pioggia». Così l’AD di Conad, Francesco Pugliese, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.
«Le misure di contenimento di questi ultimi Dpcm», aggiunge, «sono lunari. Abbiamo problemi di ordine pubblico nei supermercati perché qualcuno a Palazzo Chigi ha pensato che nei fine settimana era necessario chiudere i reparti non alimentari. Non possiamo permettere ai clienti di acquistare detersivi, giocattoli o quaderni, ma nei negozi di vicinato sì. E non ha alcun senso, perché così si moltiplicano gli assembramenti».
Pugliese sottolinea poi la necessità di «finirla con questo ginepraio di norme tra loro diverse da comune a comune, da regione a regione. I negozi Conad hanno ormai un valore sociale. Abbiamo 500 punti vendita nei Comuni sotto 5.000 abitanti. Si tratta di store per la grande parte in perdita, ma abbiamo a cuore le nostre comunità. Abbiamo un modello cooperativo, quindi di mutuo soccorso. Se chiudessimo perderemmo posti di lavoro, quindi clienti con capacità di acquisto per fare la spesa».
Sullo spopolare di Amazon invece dichiara che il colosso americano «fa benissimo il suo lavoro. Ma gioca con regole diverse sullo stesso terreno di gioco. Non paga tutte le tasse dovute perché i Paesi della Ue non riescono a fare fronte comune su una battaglia decisiva. Vende i suoi prodotti sottocosto quando e come vuole. Mi consenta di pensar male: a Roma a qualcuno conviene così?».
L’ultimo affondo riguarda infine le tensioni dovute all’integrazione con Auchan. Pugliese fornisce «alcuni numeri per fare chiarezza: 182 punti vendita sono diventati Conad, altri 101 li abbiamo venduti per ragioni Antitrust, per altri 18 stiamo concludendo il passaggio ad altri operatori. Eravamo partiti a maggio 2019 dichiarando 6.200 esuberi su circa 16.000 addetti ex Auchan. Sono diventati 3.100 perché gli altri li abbiamo assorbiti nella nostra rete. Non abbiamo licenziato nessuno, perché 2.500 sono andati via con la mobilità volontaria sostenuti economicamente per nuove iniziative professionali. Quaranta ex dipendenti Auchan sono stati avviati alla carriera di imprenditori Conad. Abbiamo investito 180 milioni per riadeguare le grandi superfici liberando spazio ad insegne come Oviesse ed Unieuro»








