L’inflazione di fondo sta gravando in maniera importante sulle famiglie e anche i risparmi cominciano a consumarsi sotto il peso dell’aumento dei prezzi. A parlarne è Lucio Poma, capo economista di Nomisma. «A maggio l’inflazione sale rapidamente dello 0,9% su base mensile, crescita imputabile all’inflazione di fondo. L’inflazione su base annua aumenta dal 6,0% di aprile al 6,9% di maggio, ma è l’inflazione di fondo a destare le maggiori preoccupazioni crescendo di quasi un punto percentuale dall’2,4% al 3,3%».
«Continua a diminuire il potere d’acquisto delle famiglie che diventano relativamente sempre più povere» sottolinea l’analista «e, al contempo, si erode sensibilmente anche il loro patrimonio accumulato che diventa più arduo preservare dall’inflazione. L’oro, il classico bene rifugio, è fermo da tempo, perdendo addirittura il 2,6% in un anno. I tassi d’interesse nominali dei titoli di stato, dato il livello d’inflazione, restituiscono un tasso d’interesse reale negativo. Forse il mattone, considerata anche la reddittività da locazione, tra le alternative, risulta al momento quella più percorribile».








