“Il reclutamento e la formazione di personale sono strategici perché il piano di sviluppo infrastrutturale in Italia prosegua a ritmi serrati.
Il Gruppo Webuild sta lavorando in 31 principali progetti nel Paese, con circa 16.300 persone già all’opera e con la previsione di assumerne altre 9.500 nel triennio 2024-2026, tra operai e staff.
Solo nel 2022, abbiamo assunto 15.000 persone, di cui circa il 40% under 30.
È uno sforzo titanico, sia sotto il profilo del reperimento delle risorse sia di quello della loro formazione, ma fondamentale per modernizzare e rendere più sostenibili le infrastrutture in Italia.
E per cogliere le migliori opportunità di mercato, il Gruppo sta avviando un roadshow con gli investitori per valutare l’emissione di bond per rifinanziare il debito”.
È quanto dichiarato da Pietro Salini, Amministratore Delegato Webuild, intervenuto al convegno “Un’immigrazione dignitosa dall’Africa per il lavoro e il futuro dell’Italia”, organizzato da Università Cattolica del Sacro Cuore ed E4Impact Foundation, di cui è presidente Letizia Moratti.
Il Gruppo, presente in Africa da quasi 70 anni, è tra i fondatori di E4Impact, fondazione che ha l’obiettivo di formare e sviluppare imprenditori africani a forte impatto sociale, in grado di creare posti di lavoro e fornire soluzioni alle sfide del proprio Paese, promuovere un’alleanza di Università africane e generare partnership e relazioni commerciali tra imprese africane ed europee.
“La Webuild che si presenta al mercato per rinnovare le scadenze è profondamente differente da quella dei precedenti anni.
Negli ultimi tre anni il portafoglio ordini è raddoppiato in volume e migliorato in qualità, anche grazie al coinvolgimento di una filiera d’eccellenza che solo in Italia conta 10.500 imprese da inizio lavori.
Webuild è prossima a raggiungere i 10 miliardi di ricavi, mantenendo contestualmente una solida posizione di cassa netta.
Abbiamo migliorato i rating a BB Stable, abbiamo conseguito il de-risking del portafoglio ordini che oggi per l’80% è situato in paesi sviluppati.
Abbiamo un portafoglio ordini ben diversificato, non dipendiamo da un singolo cliente e, per esempio, al PNRR sono riconducibili solo 9 miliardi del nostro portafoglio ordini, pari al 15% del totale.
Abbiamo ri-contrattualizzato alcuni dei maggiori progetti, garantendo un buon livello di profittabilità.
Il mercato è in forte espansione in tutto il mondo, e noi stiamo adottando criteri sempre più selettivi nella scelta dei progetti.
Abbiamo spazio per migliorare ulteriormente la marginalità grazie ad economie di scala ed efficientamenti operativi”.








