Il Mattarella Bis “è una soluzione che non fa né vincitori né vinti perché si va nella continuità, mettendo in sicurezza la legislatura e con essa tutte le risorse del Pnrr. Mattarella è comunque una figura politica, perciò non c’è stata un’abdicazione totale ai tecnici visto che già lo è il Capo del Governo”. Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio regionale e uno dei tre Grandi Elettori del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin.
“Quanto accaduto – aggiunge, non nascondendo la “debolezza politica” dimostrata nel non saper trovare una sintesi – era nelle cose: una soluzione politica non si sarebbe trovata perché alle proposte del Centrodestra c’erano i veti del Centrosinistra e quest’ultimo non ha avuto neppure la forza di proporre alcun nome”. Un errore, poi, secondo Zanin, “proporre la presidente Alberti Casellati senza avere una convergenza tale sui numeri, oltre al fatto che si è così sancita l’impossibilità del Centrodestra, pur maggioranza relativa del Parlamento e maggioranza nel Paese, di poter decidere un nome”.
“La scelta fatta nel segno della continuità – conclude – consente di iniziare a pensare a come condurre la partita delle elezioni politiche che si terrà il prossimo anno. Si fosse concretizzata l’ipotesi di Draghi al Colle, si sarebbe aperto un grossissimo problema sul Governo dato che solo lui è in grado, con la sua autorevolezza, di tenere insieme le attuali forze politiche. Perciò si sarebbe dovuti andare a elezioni, cosa che magari Fdi avrebbe voluto ma non gli altri”.
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