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Pierfrancesco De Robertis (Quotidiano Nazionale): «E’ giunto il momento di rivedere il Titolo V della Costituzione»

L’epidemia ha evidenziato la necessità di rimettere di nuovo mano al Titolo V della Costituzione, “rimasto schiacciato sotto la sua stessa, inconcludente confusionarietà”. Lo scrive sul Quotidiano Nazionale Pierfrancesco De Robertis.

“Quando tutto sarà finito la politica dovrà trovare la forza di guardarsi allo specchio e trarre profitto dalle lezioni che la pandemia ci ha impartito. E non potrà non riconoscere che il «nuovo» Titolo V della Costituzione è una delle vittime del Coronavirus. Dopo aver scassato i conti pubblici moltiplicando i centri di costo – afferma De Robertis -, la riforma voluta a fine anni Novanta dal centrosinistra per inseguire la Lega ha prodotto un sistema schizofrenico dove le colpe, come le responsabilità, sono di tutti e quindi di nessuno. L’errore di fondo fu pensare che l’Italia fosse nel profondo un paese federalista, come la Lega per suo comodo andava sbandierando.

In realtà l’Italia era da sempre e restava un paese individualista che stava solo chiedendo nuove forme di rappresentanza politica destinate poi a mutare, com’è accaduto. Fu quindi cucito un vestito non suo su un paese che non possiede il senso di comunità alla base di ogni società federale. Non lo comprese la sinistra vent’anni fa, non l’ha compreso la sinistra adesso.

A Titolo V vigente, il governo Conte da inizio pandemia avrebbe già potuto esercitare quella sorta di clausola di sovranità che pure l’articolo 117 gli riserva in situazioni del genere, facendo capire che trattandosi di profilassi internazionale non c’erano sistemi regionali che tenessero. Ha invece preferito, chissà se per scelta, debolezza o incapacità, lasciare campo a presidenti di regione e assessori che non hanno saputo o voluto assumersi le proprie responsabilità. Ora non resta che l’arma della disperazione, ossia fare appello alla «collaborazione». Buoni sentimenti che notoriamente in politica non servono”.

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