Perugia, 164.000 abitanti, è situata a circa 500 metri di altitudine. La sua economia è legata in maniera cospicua all’attività dei servizi, ma anche all’industria del settore tessile e dolciario. Trova spazio anche l’agricoltura. Perugia era insediamento del popolo degli Umbri, poi è stata rifondata dagli Etruschi e conserva tuttora un assetto medievale.
È una delle città d’arte italiane e per parlare della sua ripartenza, l’Osservatorio Economico e Sociale “Riparte l’Italia” ha intervistato Mario Mirabassi, presidente del centro culturale perugino Tieffeu.
Presidente, ci racconti Perugia
Perugia è una città antica con una lunga storia, ma è anche una città che si presenta con il suo taglio d’avanguardia agli occhi dei molti turisti che visitano l’Umbria.
Per visitare la Rocca Paolina, che fu nel XV° secolo il quartiere dei Baglioni signori della città, si può prendere una delle tante scale mobili che portano al centro storico. Questa scala mobile fu una delle prime realizzate in Italia, con questo percorso così ardimentoso che coniuga l’antico e il moderno. Così come se vuoi giungere al Centro storico della Città, per visitare la bellissima Piazza e la Fontana di Nicola e Giovanni Pisano, puoi salire utilizzare il Minimetrò, un’altra infrastruttura d’avanguardia che consente al turista di sostare in pianura, facilmente raggiungere il Centro storico, e dalla monorotaia sospesa, ammirare anche il paesaggio.
La Perugia Etrusca ancora è presente nei caratteri e nelle sensibilità dei Perugini, tanto è vero che amano il buon cibo, le feste, e gli eventi culturali, di cui è ricca da sempre la città.
Si svolgono da molti anni eventi di portata internazionale come “Umbria Jazz”, La “Sagra Musicale Umbra”, pensate che c’è anche un Festival di Marionette che si chiama “Figuratevi di Essere Bambini”, e centinaia di eventi grandi e piccoli, che riescono ad attrarre un numeroso pubblico di tutte le generazioni. Non da meno l’Umbria è anche meta di un turismo culturale qualificato che non ha come meta soltanto Assisi, ma anche Perugia. Il turista soggiorna per visitare anche importanti musei quali La GNU Galleria Nazionale dell’Umbria e il MANU Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, solo per citare i principali dei 22 complessivi; dopo aver fatto un giro a piedi nel Centro storico, si ferma a degustare le molte specialità gastronomiche tipiche della nostra Regione.
Quali danni ha inferto la pandemia al tessuto della città?
Il covid 19 ha avuto una funzione catastrofica in tutto il paese, in particolare l’economia della città di Perugia ha subito per lungo tempo un arresto totale. Gran parte dei cittadini sono impegnati nelle attività legate al turismo e al suo indotto, conseguentemente sono state molto colpite le strutture ricettive e ristorative, se pur con una leggera ripresa, la scorsa estate, grazie al turismo di prossimità. Le attività culturali sono state le più colpite, perché anche durante le riaperture estive, sono state realizzate manifestazioni in forma ridotta con forti problemi organizzativi e aumento dei costi di gestione.
Questi costi sono stati impegnati soprattutto per rispettare le norme di sicurezza anti covid imposte dai decreti ministeriali e regionali. Il mancato incasso dei biglietti è stato il problema peggiore. Noi Umbri siamo comunque un popolo fiero e coraggioso, siamo riusciti ad organizzare lo stesso alcune manifestazioni che hanno avuto un ottimo riscontro di pubblico anche se con ingressi contingentati.
Noi che ci occupiamo di spettacolo, abbiamo vissuto soprattutto il dramma psicologico del “fermo creativo” che, forze ci ha fatto elaborare idee e scenari futuri, ma ha colpito pesantemente il nostro bisogno di relazione quotidiana con il pubblico, da cui traiamo la nostra linfa vitale. Se le condizioni future lo consentono, siamo disposti a rimettere in gioco le nostre qualità.
Può fornire idee sulla ripartenza nel campo dell’arte della sua città?
Spetta a noi prima di tutto, riprendere la nostra attività professionale, con le persone con le quali condividiamo dei percorsi artistici, però in questo contesto gioca un ruolo fondamentale l’istituzione locale che deve creare condizioni per favorire questa nostra ripresa.
Il Comune di Perugia dovrebbe predisporre un progetto, che non sia la solita distribuzione a pioggia di eventuali ristori, ma che dia luogo a prodotti finalizzati al sostegno della ripresa. Gli operatori culturali si sono sempre assunti la responsabilità di collaborare con settori affini, quali il turismo, senza rinunciare alla loro specifica identità, anzi realizzando prodotti di qualità, che hanno svolto un ruolo importante di promozione. I vari bandi promossi dalla Regione o da fondazioni bancarie, non garantiscono il finanziamento di tutte le iniziative, e qualcuno, anche se ha presentato un buon progetto rischia di essere escluso da eventuali finanziamenti e conseguentemente a chiudere la propria attività.
Il nostro Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia, dovrebbe predisporre anche una grande arena estiva da mettere a disposizione di tutti gli operatori culturali locali, con gli apparati tecnici dovrebbe predisporre le condizioni per svolgere le diverse attività di spettacolo: Teatro, Musica, Danza ecc. Questo spazio dovrebbe essere strutturato con le norme anti covid e gestito direttamente dal personale del Comune garantendo una perfetta e funzionale riuscita di tutti gli eventi che vengono proposti.
Cosa può sperare Perugia nel lungo periodo ?
Siamo molto impegnati a costruire un futuro per tutti, non solo per la nostra città, ma per l’Itala. La cultura darà un contributo positivo non solo per uscire dalla crisi, ma rifondare nuovi valori basati su nuove idee, sulla solidarietà e sull’efficienza. Nascerà un uomo nuovo che insieme ad altri uomini nuovi costruirà un futuro migliore.








