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Per la manovra serve più tempo sulle cifre mentre si profila una stretta su bonus e detrazioni | Lo scenario

Si profilano tempi un po’ più lunghi per l’impostazione e l’invio a Bruxelles del Piano strutturale di bilancio richiesto dalle nuove regole Ue.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, lo presenterà in Consiglio dei ministri dopo metà mese, e il Parlamento impiegherà almeno dieci giorni per l’esame, le audizioni e dare il suo parere.

Difficilmente il Piano arriverà entro il 20 settembre, anche se la Commissione Ue non considera la scadenza ultimativa.

Alcuni paesi presenteranno i Piani solo a metà ottobre, insieme ai documenti di bilancio, e altri — quelli vicini alle elezioni come la Germania o che non hanno al momento un governo come Francia e Belgio — potranno non presentarlo.

In compenso, scrive il Corriere della Sera, le nuove regole sui conti pubblici saranno molto più rigide di quanto non siano già ora.

Aspettare qualche giorno in più potrebbe consentire al Mef di tener conto anche dei nuovi dati sui conti nazionali che l’Istat diffonderà il 23 settembre, e che potrebbero cambiare un po’ il quadro.

A cominciare dal Pil 2023 che sarebbe rivisto al rialzo, con la riduzione del rapporto con deficit e debito.

Senza contare che anche i dati del 2024 potrebbero cambiare in funzione della destinazione dell’extra gettito fiscale.

Il lavoro dei tecnici del Mef si concentra su tre fronti: le detrazioni e le deduzioni fiscali, le garanzie pubbliche, i crediti di imposta.

Per gli sconti fiscali potrebbero essere ridotti i tetti di reddito al di sopra dei quali detrazioni e deduzioni scendono e poi si annullano.

Oggi sono 120 e 240 mila euro, e nel tetto potrebbero rientrare alcune delle detrazioni al 19% oggi escluse (come spese sanitarie e interessi sui mutui).

La manovra potrebbe abbracciare anche una nuova revisione dei bonus per le ristrutturazioni edilizie.

Si ragiona, infine, sulle garanzie pubbliche alle imprese, esplose dopo il Covid e la crisi energetica, e che hanno assorbito risorse ingentissime per le coperture (che oggi scarseggiano).

Ci sarà il rifinanziamento del fondo di garanzia per la prima casa, ma per le altre garanzie ‘standard’, che pesano sul deficit, si profila una stretta.

Mentre sulla Flat tax Matteo Salvini ha detto che la Lega sta ragionando “se innalzare la soglia di 85mila euro”.

Una parte delle risorse per la rivalutazione delle pensioni e il rinnovo dei contratti pubblici di quest’anno è stata anticipata alla fine del 2023 con un decreto.

Il Mef sta tirando le somme: se ci fossero, le risorse potrebbero essere stanziate già con un emendamento al decreto omnibus.

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