La siccità si affronta anche con una rete idrica efficiente ma in Italia le perdite ammontano a una media del 40,7% con le maggiori criticità concentrate nel Mezzogiorno.
Per gli investimenti, ricorda l’Ance, l’allegato Infrastrutture al Def 2023 indica un fabbisogno di 13,3 miliardi di euro mentre sono disponibili solo 5,1 con un ‘buco’ di 8,2 miliardi.
Mentre il decreto siccità è all’esame delle commissioni Ambiente, Lavori pubblici e Agricoltura e Industria del Senato con una serie di audizioni, domani a palazzo Chigi si riunisce la Cabina di regia presieduta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che nell’annunciarlo ha detto: “Ora piove troppo.
Quindi sarà una cabina di regia anche sulla emergenza idrica”.
Il ministro ha ricordato di aver chiesto a tutte le Regioni “le opere più urgenti da fare, da finanziare, da progettare, da sbloccare.
Quindi domani, finalmente, si parte.
Come ministero ci mettiamo i primi 50 milioni, conto che anche gli altri colleghi diano una mano”.
Fra gli interventi da mettere in campo, Salvini indica “raccogliere l’acqua piovana, evitare la dispersione idrica, aiutare agricoltori, cittadini, imprenditori.
L’acqua va raccolta, distribuita ai campi quando non piove e trattenuta quando piove troppo.
Sono assolutamente sul pezzo e non vedo l’ora di cominciare”.
Il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, rimarca che la sua regione è stata colpita prima dalla siccità e poi dall’alluvione per cui “ci aspettiamo tante risorse dal governo”.
Nonostante l’emergenza, l’associazione dei costruttori edili avverte che non va usato il ‘modello Genova’, che è stato un ‘unicum’ per la ricostruzione del Ponte Morandi, perché “non può diventare il parametro ordinario per ovviare a deficit di programmazione da parte della Pubblica amministrazione”.
Piuttosto, bisogna semplificare le procedure ‘a monte’ della gara e l’affidamento dei lavori “dovrebbe avvenire nel pieno rispetto delle procedure previste dal Codice dei contratti e dalla legislazione ad esso connessa, in omaggio al principio di concorrenza ed a garanzia di una corretta esecuzione”.
L’Arera suggerisce di estendere gli incentivi per evitare sprechi d’acqua e ottenere migliori performance nell’uso idrico e poi semplificare le autorizzazioni per il riutilizzo delle acque.
Dal fronte politico, per la senatrice dell’Alleanza verdi e Sinistra Aurora Floridia, membro della commissione Ambiente e Industria di Palazzo Madama, il decreto siccità è “un provvedimento farlocco”, a un mese dal via libera del Cdm “non sappiamo ancora quali interventi il governo metterà in campo”.
Il senatore del Gruppo per le Autonomie, Luigi Spagnolli, fa notare che “il decreto-siccità si fonda sul principio dell’invarianza finanziaria, per cui l’Italia affronta la crisi climatica senza spendere un euro in più ma occorrono risorse, che nel provvedimento mancano”.
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