Nel Mezzogiorno, circa una posizione su dieci percepisce una retribuzione oraria inferiore ai due terzi della mediana nazionale – inferiore cioè a 7,79 euro/ora, essendo la mediana nazionale pari a 11,69 euro/ora – classificandosi tra i cosiddetti low pay job.
Lo ha reso noto l’Istat.
Nel Centro-nord i low pay job sono la metà, uno ogni venti.
D’altra parte, quasi un quinto delle posizioni nel Centro-Nord percepisce retribuzioni orarie superiori a una volta e mezzo la mediana nazionale – superiore cioè a 17,54 euro/ora – classificandosi come high pay jobs; nel Mezzogiorno gli high pay job sono meno di un decimo.
Tali risultati sintetizzano le caratteristiche della distribuzione delle posizioni lavorative per retribuzione oraria (per ora retribuita) nel Centro-Nord e nel Mezzogiorno: entrambe le distribuzioni mostrano un’asimmetria positiva, ma nel Mezzogiorno si osserva una maggiore presenza dei livelli più bassi.
Nel 2021, la mediana della retribuzione oraria (per ora retribuita) nel Mezzogiorno è inferiore di 1,29 euro/ora a quella del Centro-Nord; in altri termini, sebbene nel corso degli anni considerati la differenza sia diminuita, in mediana la retribuzione nel Mezzogiorno è solo l’89,3% di quella del Centro-Nord.
Il gap territoriale aumenta se si considera la retribuzione annuale (percepita nel corso dell’anno) che dipende anche dall’input di lavoro: in mediana, le posizioni occupate nel Mezzogiorno mostrano una retribuzione inferiore ai 9 mila euro (l’unica eccezione si osserva nel 2016 quando hanno raggiunto i 9.142 euro), mentre nel Centro-Nord non scendono mai sotto i 13 mila euro (nel 2021 la differenza si attesta a 6.536 euro).
Il valore mediano della retribuzione annuale nel Mezzogiorno è, dunque, poco più della metà di quello del Centro-Nord.








