[Viaggio nelle città] Pavia deve ripartire dal turismo di prossimità che sia sostenibile, positivo e di qualità. La bellezza non deve mai essere data per scontata

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Pavia, a 80 metri sul livello del mare, 71.000 abitanti, non lontana da Milano, è lambita dal fiume Ticino, poco prima che esso si tuffi nel Po. Fondata dai Romani, ne conserva il perimetro su cui fu costruita.

Città d’arte, è ricca di edifici e chiese di grande prestigio. E come altre città che vantano un ampio patrimonio artistico, è stata vittima dell’attuale pandemia che ha “congelato” il turismo e lo ha reso silente.

Ci siamo rivolti all’associazione culturale “Il Mondo di Tels”, per parlare della ferita inferta dal Covid alle attività culturali e turistiche e raccogliere idee sulla ripartenza. Il presidente è Elena Giacomotti.

Presidente, se dovesse spiegare la sua città a potenziali visitatori, come la descriverebbe?

Pavia è storia ad ogni angolo, ogni ciottolo, ogni viuzza ha qualcosa da raccontare, qui si respira l’aria della città d’arte ma, allo stesso tempo la vitalità, l’internazionalità e la modernità di un centro universitario di prestigio, di punti di eccellenza in campo medico e scientifico. Pavia merita, è un gioiello che lascia chi non l’ha mai vista prima piacevolmente sorpreso e col desiderio di tornarci sempre per andare alla ricerca di nuove storie, nuovi personaggi. Qui hanno vissuto, operato, lavorato Grandi del calibro di Einstein, Volta, Chaucer, Petrarca, Spallanzani, la serie è lunga…

La pandemia ha paralizzato le città d’arte. Come ha vissuto Pavia questa situazione che oserei definire surreale?

Surreale è sicuramente il termine esatto; Pavia, come tante altre città, ha saputo far fronte all’emergenza con grande senso di responsabilità, “serrando i ranghi”, come si dice. C’è stata molta solidarietà sia tra i privati cittadini che tra le realtà commerciali e culturali, si sono formate reti di mutuo-aiuto, gruppi Facebook in sostegno all’economia e al turismo locale.

Non sono mai mancate le iniziative “virtuali” di promozione della città: sia noi che ci occupiamo per lo più di visite guidate per le scuole, che altre associazioni turistiche hanno continuamente proposto visite guidate online, seminari, dirette, si è cercato di mantenere viva l’attenzione sulla bellezza della città; soprattutto sotto Natale sono state tante le realtà commerciali e culturali che hanno proposto “buoni acquisto” per quando si potrà tornare a vivere la città di persona ed è stata una scelta che ha avuto successo. Aspettiamo adesso le riaperture per poter riprendere ad accogliere turisti e curiosi.

Un giorno Pavia dovrà ripartire. Da dove pensa si debba cominciare?

Sicuramente dal turismo di prossimità, siamo a mezz’ora da Milano, qui si trova tutto: dalla cultura, all’intrattenimento, dalla natura, al buon cibo e vino grazie alla vicinanza di territori come l’Oltrepò Pavese e la Lomellina, altre perle della provincia imperdibili. Chi cerca un turismo lento, personalizzato, di valore ed inedito, qui si sentirà sicuramente soddisfatto. Le proposte sia in città che in provincia sono sempre tante e tutte interessanti, dalle visite guidate, alle degustazioni, ai percorsi in natura, al cicloturismo, ad ognuno il suo. Sarà una ripartenza sicuramente attenta ai protocolli ma pronta a ridare il senso di spensieratezza e leggerezza di cui c’è bisogno.

Se dovesse scegliere tre aggettivi per descrivere il tipo di ripartenza su cui bisognerebbe puntare quali indicherebbe?

Sostenibile, pieno di energia e positività, di qualità.

Presidente, quali sono i comuni denominatori delle città d’arte per la loro ripartenza?

Domanda difficile! Ogni città d’arte d’Italia è così straordinariamente complessa che indicare una formula magica che si applichi con efficacia a tutte sarebbe impossibile. Da Italiani sappiamo trovare il bello e l’opportunità in ogni situazione e sicuramente dopo questi mesi difficili, sapremo fare tesoro dell’esperienza vissuta e ripartire con una marcia in più. In ogni città italiana c’è il genio italiano, che è ciò che ci contraddistingue nel mondo e che ci fa rendere orgogliosi del nostro bel patrimonio. Non dare per scontata la bellezza che ci circonda, puntare a forme più sostenibili di vita, credere e coinvolgere i giovani: forse queste sono le sfide che dobbiamo sempre tenere a mente.

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