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Parte la sfida delle materie prime: è caccia al litio nel Lazio | Lo scenario

La caccia al litio alle porte di Roma non si arresta.

Alla Regione Lazio continuano ad arrivare richieste di permessi esplorativi per rintracciare il prezioso metallo, indispensabile per le batterie delle auto elettriche e per l’industria delle rinnovabili.

Il caso più noto è quello di Enel Green Power, in tandem con Vulcan Energy Resources per ricerche nella zona di Cesano.

Ma molto attiva si sta confermando Energia Minerals, che fa capo al gruppo Altamin, società mineraria quotata in Australia.

Dopo la richiesta per il permesso di ricerca mineraria “Melazza” per litio nei Comuni di Roma, Campagnano di Roma e Anguillara Sabazia, per un’estensione di circa 368 ettari, Energia Minerals è tornata alla carica con altre due istanze per i permessi “Sabazia” (3.247 ettari) e “Sacrofano” (2.521 ettari), che estendono le ricerche oltre alle località già citate anche a Magliano Romano, Trevignano, Castelnuovo di Porto.

La società, scrive MF-Milano Finanza, utilizzerà la tecnologia aerotrasportata Lidar che, spiega, “in geologia e sismologia, è diventata uno degli strumenti principali per il rilevamento di faglie, subsidenza e altri parametri geologici che può fornire mappe altimetriche del terreno estremamente accurate.

Questa tecnologia può rivelare l’elevazione del suolo anche attraverso la copertura degli alberi.

I risultati di questo rilievo dovrebbero permettere la definizione di strutture geologiche quali possibili sistemi di raccolta e conduzione di fluidi geotermici che, sulla base dei dati analizzati nella fase iniziale di questo programma, potrebbero contenere litio a tenori di interesse economico”.

Il litio geotermico è ricercato nel Lazio, in particolare nell’area tra Campagnano e Galeria (circa 50 km a nord di Roma) e Ferento (circa 80 km a nord di Roma), perché rientrano nella porzione meridionale del campo geotermico della Toscana Meridionale e del Lazio Settentrionale, dove sono stati perforati più di 800 pozzi per ricerca e produzione, secondo il piano che Geraint Harris, managing director di Altamin, ha esposto al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ad agosto.

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