[Viaggio nelle città] Parma, la Food Valley che punta sulla Cultura e sui giovani per rimarginare le ferite della pandemia

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Parma, 200.000 abitanti, fu colonia romana dal 183 a.C. e capitale di un importante ducato Longobardo. Nel Xll secolo divenne comune e nel 1545 il papa Paolo lll creò il ducato di Parma affidandolo ad un Farnese. Fu l’epoca della maggiore floridità artistica, in cui pone le basi di grande città d’arte italiana. Il suo stemma è contornato dalla scritta: “Tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma”.

La città è al centro di una importante rete di scambi agro-alimentari ed ha un rinomato quartiere fieristico.

In questo viaggio dell’Osservarorio Ripartel’Italia nelle città d’arte ferite dal Covid, parliamo con Gianluca Barilli, presidente del centro culturale parmense “Kinoki”.

Presidente, racconti la sua città.

Parma è città d’arte e capitale della Food Valley, nel 2020 anche città Capitale Italiana della Cultura 2020, (titolo prolungato anche per tutto il 2021). Una città che ti sorprende ad ogni angolo. In effetti noi che ci viviamo ormai ci siamo abituati alla sua presenza e ai suoi sapori, ma è inevitabile, appena ci allontaniamo ci manca. Ci mancano la sua vivibilità, i suoi monumenti, i parchi e i borghi del centro da attraversare in bicicletta.

E questo 2020 in effetti è stato un po’ come allontanarci dalla nostra città, abbiamo sentito la nostalgia per la sua cultura viva, gli eventi e i personaggi che la tengono culturalmente in vita.

Quali ferite ha inferto la pandemia ad una città d’arte come Parma?

Ne ha inferte tante. Pensiamo al settore della ristorazione, che per una città come la nostra è sicuramente importantissimo. Ma anche alla cultura, agli spettacoli, alle piccole realtà imprenditoriali. Per una città ricca di vita, di iniziative e di momenti di ritrovo la pandemia è stata e continua ad essere una battuta d’arresto importante e impegnativa.

Cosa manca di più ai parmensi?

Ovviamente partiamo dal presupposto che le preoccupazioni per il futuro, l’insicurezza sulle riaperture e l’instabilità economica preoccupino i parmensi, così come tutti in generale. Sicuramente però ci manca l’aspetto gioviale, di condivisione, di unione.

Del resto, siamo emiliani e amiamo ritrovarci e condividere momenti insieme, magari davanti a del buon cibo. Senza dimenticare che da più di un anno questa situazione ci ha incastrati, almeno nel nostro settore, in una dinamica che comprende solo ansie e lavoro, senza pause dedicate al piacere. Piaceri legati alla cultura e anche a situazioni meno “impegnate”.

Può fornire delle idee, in linea generale, sulla “ripartenza” di Parma nel campo artistico?

Sicuramente partendo dai giovani, dando loro le possibilità per lo sviluppo di progetti artistici che diano valore alla tradizione, reinterpretata sotto una nuova chiave. Come ad esempio la sostenibilità, l’inclusione di genere e tutte quelle tematiche che sono caratteristiche del contemporaneo. Il territorio è pieno di realtà artistiche in fermento: idee e innovazione le parole chiave.

Noi, in particolare, cercheremo di ripartire da un progetto semplice, ma concreto. Una mostra interattiva che parla appunto dell’incontro tra storia e contemporaneo.

Parma -il Tempo avanti è  un’esperienza immersiva, una ricostruzione storica, che, attraverso speciali sistemi di proiezione multimediali e device interattivi touchless, esplora una parte di Parma che non c’è più. Il visitatore viene immerso nella visione a 360° dello spazio architettonico delle due sponde del torrente Parma all’inizio del Novecento, in particolare la trasformazione urbanistica dell’attuale Ponte Verdi e delle aree vicine al Torrione Visconteo.

L’exhibit interattivo ideato e realizzato dall’Associazione Culturale Kinoki in collaborazione con il Liceo Artistico P. Toschi, si articola su 3 piani: nei primi due sono collocate le installazioni interattive, il primo piano ricostruisce l’area circostante all’inizio del secolo scorso e il secondo piano indaga i tragici momenti dei bombardamenti anglo americani su Parma del 1944. Al terzo piano due grandi mosaici fotografici raccontano gli sguardi contemporanei degli studenti del Liceo Toschi attraverso le fotografie dell’area indagine della mostra. L’entrata alla mostra permette, inoltre, a tutti i visitatori di accedere all’ultimo piano del Torrione e godere della splendida vista della nostra città.

La mostra sarà allestita presso il Torrione Visconteo, Via dei Farnese, 23, 43125 Parma PR-dal 08 maggio al 27 giugno 2021 con i seguenti orari

  •  venerdì:16.00/20.00, sabato:16.00/20.00, domenica:10.00/20.00
  • Apertura straordinaria: 15 e 16 maggio per le giornate del FAI dalle 10.00/20.00
Presidente, cosa augura alla sua città?

Di tornare presto a una dimensione di scambio e interazione. Una nuova dimensione di esperienze e intenti comuni, per poter tornare presto a una prossimità sia di progetti che di emozioni .

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.