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Paolo Valentino (Corriere della Sera): «Il nuovo salto della guerra in Ucraina: il gas usato come arma politica»

“Ora che il Cremlino, con il blocco definitivo delle forniture all’Europa, ha ufficialmente integrato il gas nel suo arsenale, usandolo per la prima volta in modo esplicito come arma politica, la guerra in Ucraina fa un nuovo salto”.

Così Paolo Valentino sul Corriere della Sera in un editoriale in cui si sottolinea come “l’obiettivo strategico a medio termine dei dirigenti di Mosca è infatti mostrare all’Europa che senza energia russa i governi dell’Ue non saranno in grado di assicurare gli approvvigionamenti, proteggere i loro consumatori dal rialzo dei prezzi, tanto meno rispettare le loro ambiziose agende climatiche.

È una strategia di destabilizzazione economica, che accompagna l’azione di guerra russa sul terreno e punta anche a limitare le capacità e minare la determinazione del cosiddetto «Occidente collettivo» di sostenere lo sforzo militare dell’Ucraina.

Ma c’è un altro salto da registrare nel conflitto, questo sul terreno. L’offensiva ucraina lanciata una settimana fa a Kherson, sul fronte meridionale, di cui bisogna subito dire che si sa poco, ne ha infatti quantomeno cambiato la psicologia. Significa questo che si stanno ribaltando le sorti del conflitto? No.

L’impressione – osserva Valentino – è piuttosto che siamo sempre più di fronte a una guerra di logoramento, destinata a durare a lungo, forse anni.

Nonostante la grande disparità dei due dispositivi militari e la soverchiante superiorità numerica e strategica della Russia, nessuna delle due parti appare infatti in grado di infliggere una sconfitta militare all’altra nel breve o medio periodo.

Mosca spera che un inverno dello scontento, tra inflazione, freddo e blocco del sistema produttivo convinca le opinioni pubbliche dell’Ue che non è il caso di «morire per Kiev».

Le elezioni italiane sono il primo giro di boa: i consiglieri del Cremlino non fanno mistero di puntare sul successo di quei partiti, la Lega in testa, che secondo loro vogliono «accomodare» la Russia.

Certo, l’aiuto americano continuerebbe, ma tutto sarebbe più difficile con un’Europa divisa. In più, se all’orizzonte del 2024 sulla Casa Bianca dovesse nuovamente allungarsi l’ombra di Donald Trump, allora anche il sostegno degli Usa a Kiev potrebbe declinare. È quello che forse spera Putin. L’unica certezza – conclude – è che la guerra continuerà”.

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