Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Paolo Valentino (Corriere della Sera): «Ecco il doppio boom della Germania»

La Germania ha fatto «boom». Anzi, per dirla con Olaf Scholz, ha fatto «doppio boom».

Così Paolo Valentino sul Corriere della Sera ricordando “i 200 miliardi di euro messi da parte dal governo federale per proteggere le imprese e i consumatori tedeschi dagli effetti devastanti del caro energia” che “hanno sollevato legittime ondate di critiche negli altri Paesi dell’Unione europea.

Le dimensioni dello scudo e i tempi dell’annuncio, fatto il giorno precedente un incontro dei ministri dell’Energia dedicato proprio a cercare un approccio comune per fronteggiare l’esplosione dei prezzi del gas, lasciano di sasso i dirigenti europei e soprattutto riaprono ferite antiche.

Dieci anni or sono – ricorda l’editorialista – nel buio della crisi finanziaria, Berlino si fece paladina dell’austerità, predicando lacrime, sangue e bilanci in pareggio ai peccatori dell’Eurozona, la Grecia per prima.

Oggi, la coalizione di governo tra socialdemocratici, verdi e liberali si converte alla spesa e predispone un bazooka così potente da mettere a nudo una realtà semplice e drammatica: nella casa europea c’è chi può permettersi di gettare miliardi nell’economia per sostenere famiglie e aziende e chi no.

Oggi la realtà è quella di un Paese che affronta per la prima volta dopo decenni il suo incubo più ancestrale, quello dell’inflazione, trainata dall’impennata dei costi energetici e schizzata in media sopra il 10%.

Mentre – sottolinea Valentino – l’assenza di alternative immediate di approvvigionamento, dopo la tardiva rinuncia al Nord Stream 2 e la chiusura di fatto del Nord Stream 1 da parte del Cremlino, aprono la prospettiva di veri e propri collassi per interi comparti industriali.

La Germania non può agire da sola nell’Ue, usando pro domo sua l’enorme vantaggio accumulato proprio grazie al mercato unico e ignorando la solidarietà che ne è il fondamento.

Così facendo rischia di fornire solo argomenti ai sovranisti: non a caso a sbraitare più forte è stato l’ungherese Viktor Orbán. Farebbe comunque male il nuovo governo italiano a seguire le orme della (finta) indignazione ungherese. Consultarsi e spingere per soluzioni comuni è una strada senza alternative.

Anche perché, come spiega il diplomatico, «la Germania sembra seguire lo stesso schema della pandemia: accetterà la solidarietà quando toccherà con mano che il mercato interno è a rischio di saltare e con esso tutta l’economia tedesca». Purché faccia presto”, conclude.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.