Paola Severino sulla Stampa si chiede fin dove può arrivare la compressione dei diritti e delle libertà personali in periodi di emergenza come quello che stiamo vivendo.
E qual è il corretto equilibrio tra la limitazione di libertà costituzionalmente garantite e la tutela di diritti di pari rango. La Costituzione – ricorda Severino – traccia argini ben chiari rispetto a simili forme di intervento, pur riconoscendo la possibilità di bilanciare libertà e diritti, soprattutto in fasi di particolare crisi.
Possibilità esercitata di volta in volta dai Governi, a fronte di un controllo da parte del Parlamento in primis e, in ultima istanza, della Corte costituzionale.
Vista la crescita esponenziale dei contagi, il nostro Governo è dovuto intervenire, nei giorni scorsi, con un provvedimento che mette insieme regole e suggerimenti. Se infatti alcune norme, regolamentando gli aspetti pubblici della vita sociale, possono prescrivere comportamenti e divieti, configurando anche sanzioni, quelle che regolano gli aspetti privati della vita sociale non possono che basarsi sul senso di responsabilità dei cittadini.
L’esperienza ci insegna che l’effettività delle regole risiede nel riconoscimento sociale della loro necessità e che tanto più le regole saranno rispettate e applicate quanto maggiore sarà la condivisione da parte dei loro destinatari. Questo vale per le regole assistite da sanzioni, ma a maggior ragione per tutti quei comportamenti che vengono richiesti in determinate circostanze, ma che sono difficilmente sanzionabili.
Vale allora la pena di spiegare ai cittadini che la libertà di ciascuno trova un limite invalicabile nella tutela della salute dell’altro e che ognuno deve diventare garante della salute dei propri familiari limitando la propria libertà in funzione di questo scopo fondamentale.
Alla politica spetta la responsabilità delle scelte e a noi cittadini la responsabilità dei comportamenti.
Serve un concorso spontaneo della collettività, un nuovo modello di controllo sociale, attivato, promosso e condiviso dai singoli perché è soltanto mediante una condivisione collettiva di regole e comportamenti che questi saranno effettivamente rispettati.
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