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Paola Peduzzi (Il Foglio): «La vicenda AstraZeneca e la frattura culturale che separa Ue ed Inghilterra»

«I media inglesi, le parole dei consiglieri scientifici del governo e la gestione della sfiducia rispetto ai vaccini segnano ancora una volta una grande frattura culturale tra l’Unione europea e gli inglesi». Lo scrive sul Foglio Paola Peduzzi parlando della campagna vaccinale britannica, che ormai non ha valide alternative al vaccino AstraZeneca.

«I giornali di ieri, in cui si commentava la decisione della restrizione nella somministrazione di AstraZeneca ai trentenni, sono esemplificativi: il Sun ha messo “0,000095 per cento” grosso e in rosso e ha scritto “la piccolissima possibilità di una trombosi fatale dopo il vaccino AstraZeneca”. Il Mail scrive “Keep calm and carry on jabbing”, calma e vaccinatevi».

«Il Telegraph ha intervistato la sorella di quello che è considerato il primo morto per una trombosi forse collegata al vaccino. Dice: “Nonostante quel che è accaduto alla nostra famiglia, siamo convinti che tutti debbano fare la prima e la seconda dose di AstraZeneca. Dal punto di vista emotivo, siamo furiosi. Ma in realtà non c’è nulla di cui essere davvero furiosi. Mio fratello è stato solo estremamente sfortunato”».

«Questi sono giornali vicini al governo, quindi sentono una responsabilità quasi patriottica nei confronti della campagna vaccinale, ma anche il Guardian, che pure sottolinea un problema di fiducia con il vaccino AstraZeneca, è molto cauto, utilizza le parole del consigliere scientifico del governo che dice di non preoccuparsi per i rischi sanitari, semmai ci potrà essere un piccolo ritardo per gli under 30. Cioè non parla di malattie ed effetti collaterali, piuttosto della necessità di spostare un pochino più avanti la data della propria exit personale dalla pandemia».

«L’anno scorso siamo stati per mesi attaccati alle curve comparate del contagio: ora potremmo fare lo stesso confrontando le campagne di vaccinazione in giro per il mondo. Non si tratta – conclude Peduzzi – solo di mettere i numeri in fila, non si tratta solo di rovesciarci addosso colpe e inettitudini varie: sono curve di apprendimento, aiutano a prepararsi e a non alimentare un panico che poi non si sa gestire».

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