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Luciano Panzani (già Presidente Corte d’Appello di Roma): «Ecco i chiari e gli scuri della riforma Cartabia»

La riforma Cartabia? Bisognerà «attendere qualche tempo prima di esprimere un giudizio». A sostenerlo è l’ex presidente della Corte d’Appello di Roma, Luciano Panzani. La riforma, «per quanto riguarda le modifiche del processo e del sistema sanzionatorio penale è entrata in vigore il 30 dicembre per effetto del c.d. decreto Rave. Il 28 febbraio prossimo entrerà in vigore anche la riforma del processo civile. Ne deriva un certo affanno degli uffici giudiziari. Nel penale, molti reati come il furto, la truffa, l’appropriazione indebita, le lesioni lievi e le lesioni stradali in buona parte dei casi, le molestie, la violenza privata, la frode informatica, la violazione di domicilio, il danneggiamento, il sequestro di persona (non a scopo di estorsione) diventano punibili soltanto a querela di parte».

«Per i procedimenti con detenuti, entro il 18 gennaio la Procura deve avvisare la vittima del reato della necessità di presentare la querela. In difetto, l’imputato va rimesso in libertà. In ogni caso, la persona offesa deve presentare la querela, entro il 30 marzo, senza che siano dovuti avvisi che sarebbero stati problematici date le migliaia di procedimenti pendenti, altrimenti scatta la dichiarazione di improcedibilità. Ne è derivato un certo affanno di molte Procure, soprattutto per evitare la scarcerazione dei detenuti, affanno che è comunque temporaneo ed è quasi fisiologico. Chi scrive ricorda situazioni analoghe in occasione di altre riforme. L’affanno è legato anche al necessario aggiornamento dei sistemi informatici, ma, come detto, pare che le difficoltà siano in corso di superamento», scrive sulle pagine del magazine online InPiù.net.

«Resta che la scelta della riforma che rende procedibili a querela molti reati è lodata da alcuni, che la considerano un passo necessario per alleggerire la situazione delle carceri, evitare che la sanzione penale sia l’unica reazione alla commissione di un illecito, concentrare le forze sui reati di criminalità organizzata e di maggior gravità. Ed è criticata da altri, anche sulla stampa, perché vi sono molti casi in cui la presentazione della querela, anche verbale nel caso di arresto in flagranza, è problematica, per la difficoltà di reperire la parte lesa che può essere all’estero o un turista che ha proseguito il suo viaggio».

«O, più in generale, a fronte del notevole numero di reati contro il patrimonio che rimarranno impuniti. Da dichiarazioni del Questore di Torino, risulta che i reati di questo tipo nel 2022 sono aumentati. Bisognerà attendere la relazione del Ministro della Giustizia e l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione a fine gennaio per vedere se il trend è confermato a livello nazionale. Va comunque ricordato che la riforma è stata ampiamente discussa in Parlamento e che costituisce un passaggio fondamentale del PNRR. Ora non resta che applicarla ed attendere qualche tempo prima di esprimere un giudizio».

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