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Nicola Saldutti (Corriere della Sera): «Il Def sarà l’asse intorno al quale il Paese mostrerà la sua capacità di guardare avanti»

I numeri dell’economia e la capacità del governo di guardare avanti. Questa, scrive Nicola Saldutti sul Corriere della Sera, tra le sfide più importanti dell’esecutivo Draghi.

«È iniziata ieri la corsa ai “sostegni” per le imprese finite in difficoltà a causa della crisi figlia della pandemia. Ci sono 11 miliardi a fondo perduto stanziati nel Decreto varato dal governo guidato da Mario Draghi. Un primo passo ma non basteranno. Lo sa il governo e lo sanno soprattutto i tanti che riceveranno un magro sollievo».

«È per questo che sarà ancora più importante che possa iniziarsi a intravvedere un percorso di uscita dalla crisi. Che si può sicuramente sintetizzare in tre parole: vaccini, vaccini, vaccini. Ai quali però – sottolinea – non si possono non aggiungere segnali da indirizzare a chi della crescita è comunque attore: imprese e famiglie».

«La sospensione del Patto di Stabilità, decisa nel pieno della crisi dovuta alla pandemia, ha rappresentato senza dubbio una svolta. Un cambiamento nel modo dei singoli Stati di poter affrontare l’emergenza, e di farlo nel quadro di una Unione Europea più consapevole delle urgenze e dei bisogni. La parola rigore è quasi scomparsa dal vocabolario economico e senza dubbio una duratura tregua dall’austerity ha rappresentato in questi dodici mesi l’unica strada percorribile».

«Eppure i numeri, restano numeri. E chi, come l’Italia, parte da un quadro di potenziale fragilità, deve in qualche modo tenerlo in conto più di altri. Convivere con un ammontare del debito pubblico che viaggia intorno ai 2.603 miliardi vuole dire pur sempre che lo Stato versa ogni anno interessi per 60-70 miliardi. Cinque volte di più di tutti gli aiuti che attraverso il Decreto sostegni andranno ad alleviare la situazione di famiglie e imprese».

«Certo, non è questo il momento per affrontare il tema, ma neppure quello di fare finta che non ci sia. Perciò il passaggio decisivo della presentazione del Documento di Economia e Finanza, cosiddetto Def, rappresenta molto di più che un appuntamento con la contabilità dello Stato».

«Una cosa è certa, il Def sarà l’asse fondamentale intorno al quale un Paese che sta gestendo la presidenza di turno del G20, il gruppo delle venti economie più avanzate del mondo, uno dei sei Paesi fondatori dell’Unione europea, mostrerà la sua capacità di guardare avanti».

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