Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha rimarcato «la velocità e il modo con il quale stiamo uscendo da una doppia crisi finanziaria come quella dell’euro e dei debiti sovrani, dalla pandemia con il crollo delle attività economiche fino allo choc della guerra». Lo sottolinea Daniele Manca sul Corriere della Sera dando questa lettura delle parole di Visco, che ha invitato alla cautela. «Perché dalle sorprese, per quanto positive, si deve passare a uno sviluppo che sia strutturale. Cautela per un debito che assorbe risorse che potrebbero invece contribuire allo sviluppo. Per le tante riforme ancora da fare, la cui mancata attuazione impedisce di passare dalle sorprese a una crescita strutturale».
«A confortare Visco e noi tutti, quei dati Istat che ci hanno regalato la fotografia di un Paese che quest’anno crescerà quasi dell’uno per cento. Forse si dimentica che quella crescita c’è, ma non è spinta da una domanda interna che resta stagnante, da consumi al rallentatore, da salari fermi e precarietà. A sostenere lo sviluppo» sottolinea l’editorialista «sono i record dell’export proprio verso quella Germania, Francia e Stati Uniti che frenano. La stabilità di una maggioranza così solida che vuole governare cinque anni è uno degli elementi che possono garantire lo sviluppo con scelte di lungo periodo. Buona parte della nostra recente crescita la si deve certo ai sostegni che i vari governi che si sono succeduti hanno indirizzato a famiglie e imprese per resistere alle crisi. Ma anche a quelle aziende che non si sono mai fermate. Che hanno continuato a investire, a produrre».
«Attenzione però a chiudere gli occhi sui segnali di rallentamento che si intravedono sul fronte della produzione. Dalle banche arrivano le preoccupazioni di chi osserva le aziende ripensare gli investimenti a causa di un costo del denaro per prestiti e mutui cresciuto per combattere l’inflazione. Accelerare sul fronte del Pnrr significa anche sopperire alla frenata degli investimenti privati con quelli pubblici reinnescando un circolo virtuoso. Accelerare significa, con le riforme previste nel piano, fare sì che lo Stato sia più efficiente. Si pensi solo alla giustizia le cui lentezze e asperità» conclude «sono considerate dagli operatori esteri come il maggiore ostacolo ai loro investimenti in Italia».
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