L’economia italiana rimane ferma nel terzo trimestre, dopo il calo registrato nel trimestre precedente.
Anche la dinamica tendenziale risulta stabile, interrompendo una crescita che durava da dieci trimestri consecutivi.
La crescita acquisita del Pil si stabilizza perciò allo 0,7%, valore uguale a quello fatto registrare nel secondo trimestre dell’anno.
È quanto stima l’Istat spiegando che il terzo trimestre ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2022.
CALA VALORE AGGIUNTO AGRICOLTURA
La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, di un aumento in quello dell’industria e di una stazionarietà in quello dei servizi.
Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta.
CONSUMATORI: A UN SOFFIO DALLA RECESSIONE
“Salvi per un pelo.
Dopo il calo del secondo trimestre, il pericolo della recessione tecnica è scongiurato per un soffio.
Una magra consolazione perché il Paese è fermo”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, sottolineando che “ora serve una manovra coraggiosa, che metta in campo risorse ingenti per ridare capacità di spesa alle famiglie.
Non ci si può accontentare di navigare a vista e restare a galla”.
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