Secondo il Barometro di Crif sulla base dei dati Eurisc, il sistema Crif di informazioni creditizie, nei primi 9 mesi del 2023 la domanda mutui da parte delle famiglie italiane conferma un trend ribassista, calando del 19,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I numeri evidenziano come, sempre su base tendenziale, l’importo medio richiesto è rimasto pressoché stabile (-0,3%), con un valore complessivo di 144.162 euro.
«In generale, in questi ultimi mesi, le richieste di finanziamento per le famiglie italiane hanno subito un rallentamento a causa dell’inflazione e del contesto geopolitico. Pertanto, un tema cruciale per le banche, da qui ai prossimi mesi, sarà quello della sostenibilità e della qualità del credito», ha spiegato Simone Capecchi, executive director di Crif.
Per quanto riguarda la distribuzione per fascia di importo, nei primi nove mesi del 2023 le richieste di mutuo per importi compresi tra 100.000 e 150.000 euro restano ancora la soluzione preferita dalle famiglie italiane (29,6% del totale). A seguire si posiziona la classe di importo 150.000-300.000 euro con una percentuale del 25,9%, mentre quasi il 40% richiede importi fino a 100.000 euro e solo una piccola parte (5,1%) supera i 300.000 euro.
Analizzando le fasce di età, il Barometro Crif mostra che i richiedenti tra i 25 e i 44 anni rappresentano il 60,9% del totale, mentre il 33,4% è composto dai 45-64 anni. Infine, 8 richieste su 10 prevedono dei piani di rimborso che superano i 15 anni, a conferma del fatto che le famiglie italiane privilegiano soluzioni dilazionate nel tempo per non appesantire il bilancio familiare.
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