L’Italia punta alle riforme e al cambiamento, che sono di fatto «il cuore del Pnrr». Lo afferma Mario Nava, titolare della Dg Reform della Commissione Ue che ha il compito di assistere nell’elaborazione e nell’attuazione delle riforme gli Stati membri che ne facciano richiesta.
La visita in Italia «fa parte della serie di incontri che stiamo tenendo in queste settimane in tutti gli Stati membri per discutere individualmente le priorità di riforma e come meglio supportarli nell’attuazione».
«Ho avuto incontri istituzionali con i ministri nei settori chiave, tra cui Enrico Giovannini e Chiara Goretti (coordinatrice della segreteria tecnica del Pnrr, ndr), Mara Carfagna, Vittorio Colao, Roberto Cingolani, Patrizio Bianchi, Renato Brunetta e Daniele Franco», ha spiegato Nava in un’intervista al Corriere della Sera, precisando che «l’Italia è tra gli Stati membri che hanno ricevuto maggiore sostegno, con ben 60 progetti dal 2017».
«Nel 2021, a beneficio dell’Italia sono stati selezionati 11 nuovi progetti di riforma, tutti relativi all’attuazione del Pnrr e quindi legati a Next Generation Eu, di cui i piani di ripresa fanno parte. Finora abbiamo riscontrato la massima cooperazione da parte degli interlocutori nazionali».
«Il nostro supporto spazia dalla lotta all’evasione fiscale, alla gestione del cambiamento da parte dei dirigenti pubblici. Per citare solo alcuni esempi, stiamo seguendo un progetto per rendere più efficiente il sistema di contabilità per le pubbliche amministrazioni. Stiamo anche accompagnando l’Italia nella valutazione degli investimenti da fare per raggiungere gli obiettivi climatici entro il 2050 e per facilitare gli investimenti pubblici e privati in questa direzione», ha proseguito Nava sottolineando che «la seconda tranche di finanziamenti è prevista a sei mesi di distanza dalla prima ed è condizionata al raggiungimento degli obiettivi intermedi che l’Italia ha indicato nel Pnrr».
«L’Italia è chiamata per prima cosa ad adottare le riforme previste dal piano entro la fine del 2021. Riguardano diverse aree di intervento: la Pubblica Amministrazione, la riforma del sistema giudiziario, la promozione della competitività anche mediante la legge annuale sulla Concorrenza, il completamento del capitolo semplificazioni e razionalizzazione legislativa. In ogni caso» ha concluso «il piano italiano ha il pregio di riportare con chiarezza l’elenco delle riforme previste e la relativa tempistica».
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