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L’allarme di Dario Nardella, sindaco di Firenze: “Per colpa del caldo le città d’arte rischiano di trasfigurarsi” | Lo scenario

«Se non cambiamo rotta avremo città d’arte invivibili per i turisti e ancor più per i residenti stabili». Lo dice il sindaco di Firenze, Dario Nardella, in un’intervista a La Repubblica. Le città europee, soprattutto le città d’arte, hanno una doppia sfida davanti: «Oggi scontano l’impatto dell’overtourism sulla vivibilità. Domani, con l’accelerazione dei cambiamenti climatici, rischiano una trasfigurazione: l’inverno diverrà l’alta stagione, i monumenti dovranno essere trasferiti, dove possibile, all’interno e sostituiti da copie».

«Le città europee hanno tutte un problema di prospettiva legato all’effetto congiunto cambiamenti climatici-inquinamento» spiega. «E le città d’arte hanno un problema doppio: consumano l’80% dell’energia disponibile e producono l’80% dei rifiuti in Europa, anche per la doppia popolazione che ospitano, residenti e turisti». Tuttavia, le principali innovazioni, in termini di politiche energetiche, «stanno arrivando da Parigi e Barcellona, Praga, Monaco, Varsavia, la mia Firenze. Limiti al traffico, incentivi green, forestazione urbana, tramvie». A Firenze «spendiamo milioni di euro per proteggere i nostri tesori dagli agenti climatici».

Con la soprintendente Ranaldi «abbiamo presentato un progetto per la centralissima via Cavour, la rifaremo e ci pianteremo due filari di alberi di arancio. Non basta, ma serve a dare il messaggio che dobbiamo anche ripensare il modo di tutelare i nostri centri storici che sono pietrificati e diventano isole di calore, penso anche a Roma, a Venezia». Nardella sta pensando anche «a un bosco temporaneo anche in piazza Signoria per lanciare una provocazione. È ora di cambiare paradigma». La destra «ignora completamente e volontariamente il problema ambientale. Ma la sinistra dovrà stare attenta a sposare la battaglia ambientale» sottolinea «senza dimenticare i costi sociali che le classi più svantaggiate dovranno sopportare per la transizione».

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