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Nadia Urbinati (politologa): «I media sono sempre più spettacolari e partigiani, i partiti meno di parte»

Lo scambio di ruoli tra partiti e media. Nadia Urbinati politologa sul quotidiano Domani analizza questo interessante scenario evidenziatosi con il conflitto in Ucraina: “Questa guerra – scrive l’editorialista – lambisce le coscienze e i portafogli, un doppio registro che anima i discorsi e arma le emozioni, sui talk show e nei social.

I calcoli di convenienza sono stati anche alleati della pace, benché abbiano in generale accompagnato, più che impedito, guerre e conquiste.

La cosiddetta ‘sfera pubblica di formazione dell’opinione’ è uno spazio anche economico, sia per i finanziamenti che coinvolge sia per la logica che lo anima.

Il ‘soft power’ (quello dell’opinione) è alla fine della festa tutt’altro che ‘soft’. Il potere di far avanzare una linea di giudizio o di influenzare le menti di milioni si traduce fatalmente in ‘hard’ power (del commercio o delle scelte politiche).

La guerra in Ucraina – spiega Urbinati – ha rilanciato il soft/hard power e ha messo in luce quel che gli studiosi di politica documentano da qualche anno: lo scambio dei ruoli tra partiti e media sul set della politica.

La guerra ha mostrato che i media sono sempre più spettacolari e partigiani, e i partiti meno di parte. I primi fanno l’audience dalla quale i secondi dipendono.

Questo spiega, tra l’altro, perché i partiti siano diventati un terreno fertile per lo stile populista, il cui preferito slogan è che «tutti i partiti sono uguali» e vogliono dividere il popolo per meglio dominarlo. I partiti sono sempre più restii a mostrarsi di parte dunque, e si posizionano in quel luogo senza sigla e colore che è «il pubblico».

Al contrario, i media hanno assunto il ruolo dei partiti: con i talk show generano narrative partigiane, lanciano campagne e proclami, fanno schierare.

L’inversione dei ruoli è funzionale alla democrazia dell’audience, con il risultato che, nonostante il peso dei sondaggi sulle scelte dei leader, il potere dei cittadini diminuisce.

Perché i media che si fanno partigiani – conclude – indeboliscono la loro funzione di controllo e monitoraggio del potere, e i partiti che si trasformano in acchiappa-audience impoveriscono la funzione rappresentativa del dar voce ai problemi dei cittadini”.

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