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Mutui: meglio il tasso fisso e subito | L’analisi

Il momento migliore per accendere un mutuo per comprare casa?

Anche in questo caso vale un po’ il proverbio “meglio l’uovo oggi…”.

E il perché è presto detto.

Dopo i tre tagli dei saggi operati dalla Bce per un totale dello 0,75%, la rata dei prodotti a tasso fisso ha recuperato quasi in 50% rispetto ai minimi di fine 2021/inizio 2022, mentre quella dei prodotti a tasso variabile ha recuperato si è no il 10%, e quindi può scendere ancora, probabilmente per tutto il 2025.

La cattiva notizia però è che oggi il variabile e decisamente più caro del fisso, 4,23% contro 2,80% il Tasso annuo nominale delle due tipologie.

Ammesso che il variabile compia tutto il percorso (si stima un calo dei tassi dell’1% da qui a fine 2025) e non intervengano quindi nuove impennate inflazionistiche, tensioni geopolitiche e altri fattori negativi, a quel punto risulterebbe ancora più caro dei mutui a tasso fisso attuali.

Perché dunque aspettare?

E questo senza contare che questi ultimi offrono anche la garanzia di un tasso stabile per tutta la durata del mutuo, qualunque cosa accada.

Il ragionamento alla base di queste affermazioni è complesso ma vale la pena di farlo.

In cifre, secondo le elaborazioni del Centro studi di Facile.it, la rata mensile del fisso, calcolata su un mutuo da 126 mila euro (l’importo medio richiesto dagli italiani) con loan to value del 70% e durata di 25 anni, è passata da un minimo di 480 euro al massimo di 665 euro registrato nell’ottobre del 2023, per scendere via via ai 584 euro odierni.

Rispetto a un incremento complessivo di 185 euro dunque ha già recuperato 81 euro, quasi il 45%.

Nello stesso periodo la rata di un mutuo a tasso variabile è passata da un minimo di 406 euro a un massimo di 748 euro, per riportarsi oggi a 714 euro.

Rispetto a un incremento complessivo di 342 euro al mese, ha oggi ha recuperato solo 34 euro, poco più del il 10% anche se, come sottolinea Facile.it, i valori odierni non scontano appieno l’ultimo recentissimo taglio dello 0,25% da parte della Bce.

Già a inizio 2025 i future stimano infatti per i mutui indicizzati un tasso del 4,02% e una rata di 666 euro.

Per fine 2025 invece gli stessi future stimano una diminuzione di un ulteriore 1% dei tassi di interesse, raggiunta probabilmente attraverso tre o quattro interventi della Bce, diminuzione che porterebbe il Tan dei mutui indicizzati al 3,17%, corrispondente a una rata di 609 euro al mese, sempre più cara tuttavia rispetto ai 584 euro mensili che si pagano oggi per lo stesso mutuo ma a tasso fisso.

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