La cultura ai tempi del coronavirus fatica: la ripartenza per istituzioni pubbliche e private è legata agli sviluppi del contagio. A uscire dall’impasse, secondo i tempi imposti dalla cautela, anche Palazzo Strozzi a Firenze. Un museo che unisce il contemporaneo, con in corso la mostra dedicata a Tomas Saraceno, a ricerche su artisti dei secoli precedenti, come per esempio il Verrocchio.
Palazzo Strozzi mette a bilancio risorse che sono pubbliche per circa il 20% e private per il restante 80%, e di queste circa la metà sono risorse proprie. Il direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Arturo Galansino, ha commentato la congiuntura difficile con Askanews: “Questa composizione così virtuosa del nostro bilancio – ha detto – oggi è messa più a dura prova rispetto ad altri modelli economici dalla crisi post pandemia. Innanzitutto perché non ci sono più i numeri di pubblico e visitatori in grado di comporre questo 40% del nostro bilancio. Inoltre, perché dal punto di vista del denaro privato la crisi economica certamente non aiuta ed è normale che si abbia qualche defezione da parte dei nostri supporter e sponsor”.
La situazione di incertezza sullo scenario complessivo, insomma, si ripercuote anche sulla cultura e diventa cruciale, nella lettura del direttore, l’intervento del settore pubblico: “Oggi – ha aggiunto Galansino – è più importante rispetto al passato e lo sarà sempre di più nei tempi a venire almeno questo supporto pubblico, perché ci consente di mantenere una programmazione”.
Il tema è particolarmente rilevante per quegli istituiti, e sono tanti in Italia, che lavorano su mostre di ricerca, che sappiano unire la qualità culturale all’attrattività per il pubblico. Anche perché, soprattutto in una città d’arte come Firenze – che come altre in Italia ha sofferto per fenomeni come l’overtourism, ossia un afflusso troppo imponente di visitatori spesso mordi e fuggi – è importante ricercare anche una qualità nel tipo di pubblico. “Un pubblico – spiegato il direttore Galansino – in grado di generare un impatto economico molto importante, negli anni buoni come l’anno scorso si parla di circa 60 milioni sul territorio fiorentino e toscano, ed è anche un pubblico in grado di creare un turismo più sostenibile. Credo – ha concluso Arturo Galansino – che potremmo tornare ad avere il nostro pubblico abbastanza preso, un pubblico che per circa il 25% è toscano e per il 40% è nazionale. Contiamo che l’offerta qualitativa e internazionale di palazzo Strozzi, che l’anno prossimo sarà molto forte, potrà essere un asset molto importante per ricominciare a fare i numeri che hanno permesso di avere questi bilanci così virtuosi”.








