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Michele Morra (Portfolio Manager di Moneyfarm): «Italia osservata speciale in Borsa, la capacità di mettere in campo politiche espansive sarà decisiva»

L’instabilità politica potrebbe influire sulle condizioni dell’economia globale. A sottolinearlo è Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm. «L’incertezza del quadro politico e la capacità di mettere in campo politiche espansive efficaci» afferma «sono elementi che potrebbero generare ulteriore sfiducia verso il Paese, incrementandone la fragilità finanziaria, che potrebbe essere innescata da un peggioramento della situazione economica internazionale». L’affidabilità dell’Italia dal punto di vista del debito, rileva l’analista, «ha svolto un ruolo centrale all’interno del dibattito politico degli ultimi anni».

«Uno dei compiti principali di ogni governo è quello di rappresentare il Paese, a livello internazionale, come un soggetto economico affidabile e in grado di gestire le proprie finanze in maniera responsabile, compito oggi più che mai fondamentale alla luce del rischio di crisi finanziaria e dell’elevato stock di debito, che ha superato il 150% del Pil durante la pandemia. Con l’inversione di marcia della politica monetaria e la graduale rimozione delle coperture della Bce (che negli ultimi anni ha rappresentato il principale acquirente del debito pubblico italiano), occorre chiarire se l’Italia si trovi esposta o meno al rischio di una nuova crisi finanziaria e come le prossime elezioni possano influenzare questa eventualità».

Quando gli investitori cominciano a nutrire dei dubbi sulla capacità di un Paese di ripagare il proprio debito, sottolinea l’analista, «diminuisce la domanda di titoli di Stato e aumenta il costo del servizio del debito, poiché lo Stato, per attirare investitori, deve pagare un premio al rischio sui titoli di Stato emessi. Per quanto riguarda l’Italia, tale premio si esprime generalmente attraverso lo spread tra Btp e Bund, ovvero il differenziale tra quanto paga lo stato tedesco per i propri bond decennali e quanto paga invece l’Italia. Questo indicatore finanziario è ormai diventato il “termometro” del rischio percepito nell’Eurozona e, in particolare, intorno all’Italia; basti ricordare quando, tra il 2011 e il 2012, la speculazione sul tasso Btp si abbatté sul sistema Italia e lo spread arrivò a oltre 500 punti base».

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