Nell’ambito del Green pass rimangono diverse perplessità in merito all’attuabilità della norma a livello costituzionale. A dirimere alcuni dubbi c’è Cesare Mirabelli, ex presidente della Corte costituzionale, secondo cui spetterà «alle autorità trovare la soluzione tecnica in un quadro che è giuridicamente chiaro».
«Il tema è regolato da principi costituzionali e giuridici che si rifanno a due principi: uguaglianza e ragionevolezza. Entro questo quadro è importante che i diritti dei cittadini vengano rispettati per tutti. Questo significa che chi si è vaccinato con farmaci riconosciuti dall’Ue, oppure ha gli anticorpi determinati dal vaccino made in Italy ReiThera dovrà ottenere il pass».
Il Green pass è uno strumento giuridicamente inattaccabile?
«Con il Green pass si vuole segnalare l’avvenuta vaccinazione e quindi la possibilità di svolgere attività o partecipare ad aventi con rischi di diffusione dell’epidemia ridotti. L’obbligo di avere questa documentazione è ammissibile se c’è una legge che lo prevede e se il suo utilizzo concreto è adeguato e proporzionato», spiega il giurista in un’intervista al Messaggero.
Cosa significa sul piano costituzionale?
«Che se il Green pass venisse richiesto per guidare l’auto, dico per assurdo, esso non sarebbe legittimo. Strumenti del genere non possono essere totalizzanti, esiste un’ampia letteratura giuridica in proposito. Ma il Green pass è uno strumento chiaro» sottolinea «certifica la vaccinazione e dunque va assegnato a tutti i vaccinati».
La vaccinazione obbligatoria è ammissibile?
«Certamente. Esistono leggi in proposito per i bambini e da moltissimi anni. Si tratta di un atto medico» evidenzia «che non danneggia le singole persone o quantomeno rappresenta un rischio minimo anche perché tutela coloro che il vaccino non possono farlo per analoghe disposizioni mediche».
Stabilito che il Pass è legale, le persone che sono vaccinate ma non riescono ad ottenerlo possono rivalersi?
«I casi da esaminare sono diversi ma ripeto va rispettato il principio di uguaglianza per cui chi ha fatto vaccini riconosciuti dalle autorità sanitarie ha diritto al Pass», conclude.
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