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[L’analisi] La metro chiusa alle 20. Roma e le grandi città preparano gli scenari dell’austerity. E partono subito abbassando il riscaldamento

Le città si preparano ad affrontare l’austerity energetica: razionare e risparmiare, le parole d’ordine per i rincari dovuti alla guerra in Ucraina.

Roma abbassa i riscaldamenti

Così Roma si appresta ad abbassare i riscaldamenti, seguita da Torino. Il Campidoglio, dopo una riunione operativa, ha iniziato a stilare un piano di razionalizzazione dei consumi: riscaldamenti abbassati di due gradi e la possibilità di chiuderli 15 giorni prima, campagna di sensibilizzazione per i cittadini e l’ipotesi di spegnere anche alcuni monumenti. Inoltre verrà data l’indicazione sia nelle sedi del comune che delle società partecipate dello spegnimento rigoroso, al termine degli orari di lavoro, delle luci e di tutte le fonti di energia.

Per ora non si parla di ricadute sui servizi, raccolta della spazzatura e trasporti, da ritenere come ultimissimo provvedimento taglia costi. Perché la crisi derivata dalla guerra, precisa il sindaco Gualtieri “costa al Campidoglio 50 milioni”.

“Abbiamo definito un pacchetto di misure per ridurre l’impatto per le casse comunali e le famiglie. Oltre alla stima del costo aggiuntivo di 50 milioni per le casse comunali c’è quello per le famiglie. Ad inizio della prossima settimana vareremo queste misure”, ha aggiunto Gualtieri reduce dalla riunione con gli Assessori al Bilancio Silvia Scozzese, all’Ambiente Sabrina Alfonsi, alle Infrastrutture e ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini e l’Amministratore Delegato di Acea Giuseppe Gola.

Il piano sarà varato nei prossimi giorni

Gli interventi del piano di risparmio energetico, secondo quanto si apprende, saranno varati nei prossimi giorni. Il Campidoglio darà il via anche ad una campagna di comunicazione rivolta a tutta la cittadinanza per ridurre i consumi. Una campagna che potrebbe prevedere anche lo spegnimento simbolico di alcuni monumenti della Capitale. Da quanto si apprende, se la stagione lo permetterà, si potrebbe prevedere anche un spegnimento anticipato dei riscaldamenti.

Al momento non sarebbe invece toccata l’illuminazione pubblica per una “questione di sicurezza”. Un piano che va ad anticipare quello che sta decidendo il governo nazionale.

I provvedimenti della Regione Lazio

A prepararsi è anche la Regione Lazio, che spegnerà il riscaldamento nelle sue sedi per due ore al giorno. “In queste ore viviamo una imprevedibile tragedia umana, per l’invasione di Putin dell’Ucraina e gli effetti sulle persone sono già entrate nelle case con il caro energia. Noi abbiamo preso la decisione di abbassare il riscaldamento di un grado e di spegnerlo in tutte le sedi regionali per due ore al giorno. Questo per dare una mano non solo simbolicamente”, ha detto il presidente Nicola Zingaretti.

Anche dalla Regione si aspettano poi le decisioni della Presidenza del Consiglio. E Zingaretti precisa che al momento il settore trasporti non sarà toccato.

I provvedimenti nei trasporti

Le aziende dei trasporti, come la partecipata romana Atac, stanno pagando caro l’aumento dei prezzi del carburante. Non si parla al momento di una diminuzione di corse, come fu durante il Covid, ma i piani ‘di guerra’ potrebbero prevedere riduzione del servizio diurno magari da allineare con quello notturno, con circa un meno 30% delle corse.
Tra gli scenari, in caso si aggravamento della crisi energetica, anche l’ipotesi nei mesi invernali di chiudere la metro alle 20.

Quanto alla metro a Roma la linea A tra qualche mese finirà le sue corse alle 21 per la manutenzione, e questo provvedimento, se fosse necessario, potrebbe essere anticipato alle 20. Altro elemento tenuto in considerazione per incentivare il risparmio energetico negli uffici potrebbe essere lo smart working. Ma per ora si parte con l’abbassare ii riscaldamenti.

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