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Mercati: investiti o liquidi? Il dilemma di aprile | Lo scenario

«Il primo trimestre ha regalato tante soddisfazioni ai risparmiatori, ma sul finire anche qualche punto di domanda, per via delle tensioni sul comparto bancario», riporta MF-Milano Finanza. «Temi che vengono riproposti anche in questo inizio di primavera, ovvero l’equilibrio – per le banche centrali – tra controllo dell’inflazione e rischio di recessione», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim. Una lotta, a detta di Barini, che è ben lontana dall’essere conclusa, a cui si aggiunge la decisione dell’Opec+ di tagliare la produzione che potrebbe generare tensioni inflattive nel corso dell’anno o quantomeno riportare e stabilizzare su livelli elevati l’inflazione core.

Sullo sfondo anche il ciclo della “riapertura” della Cina che con la ripresa definitiva post Covid, «potrebbe incidere sui prezzi dell’energia e quindi le dinamiche inflattive. Nonostante ciò, non pochi operatori si aspettano un taglio dei tassi entro fine anno, anche se al momento ci saranno almeno un paio di rialzi tra Fed e Bce entro fine semestre. Sino a quando gli effetti della politica monetaria restrittiva non si saranno completamente dispiegati, i mercati continueranno a muoversi in modo laterale, ovvero in attesa di punti di riferimento che indichino una tendenza», avverte Barini. Un aiuto potrebbe arrivare dalla stagione delle trimestrali statunitensi che inizierà a breve.

D’altra parte, per Jamie Dimon, ceo di Jp Morgan, la crisi bancaria non è ancora terminata. Il banchiere più influente al mondo ha spiegato che le conseguenze si faranno sentire per gli anni a venire. Dimon ha affermato, però, che la crisi bancaria del 2023 non è paragonabile a ciò che si è verificato durante la crisi finanziaria globale del 2008: «l’attuale crisi bancaria coinvolge un numero molto inferiore di operatori finanziari e ci sono molte meno questioni da risolvere».

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