Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Meno della metà delle aziende della filiera dell’auto è pronta al 2035 | Lo scenario

Secondo quando emerge dall’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità, indagine della Camera di commercio di Torino e dell’Anfia, meno della metà delle aziende italiane della filiera auto (42,8%) è già orientata alla produzione di componentistica per veicoli ad alimentazione elettrica e a idrogeno. Mentre il 16,4% valuta l’uscita dal settore automotive in vista della scadenza del 2035, anno dello stop delle vendite di automobili nuove con motore endotermico. Per un’impresa su dieci abbandonare è l’unica opzione possibile.

Le imprese sono preoccupate anche dell’entrata nel mercato europeo dei produttori cinesi, soprattutto di auto elettriche e ibride: il 36% li considera una minaccia. «Le nostre imprese mostrano un’attiva capacità di reazione, continuano a muoversi in contesti internazionali e a investire in ricerca e sviluppo per mantenersi competitive» commenta il presidente della Camera di Commercio di Torino, Dario Gallina.

«In vista della transizione energetica le imprese del comparto indicano tra le priorità di intervento misure di sostegno agli investimenti per le riconversioni produttive e di incentivazione al reskilling e upskilling dei lavoratori. Grazie all’accordo che l’Anfia ha siglato con il Mimit, queste misure verranno presto definite nell’ambito di un più vasto progetto per rilanciare il settore e la produzione nazionale di autoveicoli» sottolinea Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti Anfia.

La componentistica automotive – 2.167 imprese che impiegano 167.000 lavoratori e generano un fatturato di 55,9 miliardi di euro – oggi gode comunque di buona salute. Il 72% delle aziende che hanno risposto all’indagine annuale ha registrato nel 2022 un aumento del fatturato, per la metà superiore al 10%. Si riduce dal 72,9% del 2021 al 68,4% la quota di imprese che ha Stellantis e/o Iveco nel portafoglio clienti. Sale all’80,7% la quota di aziende che dichiara di vendere i propri prodotti sui mercati esteri – Per il 2023 il 49% delle imprese prevede un aumento del fatturato.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.