«Al ministro ho rappresentato le nostre priorità, partendo da un ragionamento che riguarda il metodo, su cui siamo perplessi. A noi va bene l’ascolto, ma abbiamo suggerito di trasformarlo in dialogo. Bisogna avere la possibilità di interagire e di fare una sintesi assieme alla controparte sindacale». Lo afferma Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria, intervistato sulla Stampa da Giuseppe Bottero dopo il primo faccia a faccia avuto col neoministro del Lavoro Andrea Orlando.
«Sette mesi fa – spiega – abbiamo presentato un progetto di riforma degli ammortizzatori sociali, non ci è stato dato nessun tipo di riscontro. E la cosa paradossale è che se non lo mettiamo in pratica non possiamo eliminare il blocco dei licenziamenti. Ci vuole pragmatismo».
Sulla possibile mini-proroga del blocco, Stirpe afferma: «La nostra posizione è chiara: è corretto bloccare i licenziamenti per tutte le attività che sono ferme per decreto, che devono continuare a ricevere la cassa Covid gratuita e il differimento degli oneri fiscali e contributivi. Per quanto riguarda le aziende che magari hanno ridotto i loro livelli di attività ma possono continuare a lavorare, è necessario che si torni a regimi ordinari. Devono riposizionarsi sul mercato il più in fretta possibile».
Con Conte ci sono state scintille. Pensa che questo governo sarà più attento alle vostre istanze? «Io penso che l’impresa sia un bene insopprimibile, in questo momento di sofferenza bisognerebbe essere particolarmente attenti alle esigenze, sia degli industriali che dei lavoratori. Mi aspetto che il governo le prenda in giusta considerazione».
La Lega in maggioranza è una garanzia per gli imprenditori? «Guardi, io penso che in questo momento le esigenze siano chiare, a prescindere dal colore politico. La strada è abbastanza obbligata, le cose da fare sono semplici».








