«Questo è il terzo governo, con tre formule diverse, in tre anni di legislatura. È evidente che la politica ha bisogno di una sorta di rigenerazione per rappresentare quel che accade nella società a partire dalle reali condizioni di chi lavora».
Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, intervistato da La Repubblica, chiede ai partiti di tornare a rappresentare la società e alla sinistra, in particolare, di ritrovare il legame con il mondo del lavoro, «quella comunità che le forze progressiste, prima di sottomettersi alla logica neoliberista, hanno sempre cercato di rappresentare».
Landini si dice colpito dalla frase di Zingaretti, che «dice di vergognarsi del suo partito perché invece di discutere dei problemi del Paese, si occupa di poltrone e di incarichi. Si capisce davvero come sia urgente un processo di rigenerazione e ricostruzione della politica, non solo della sinistra politica».
«L’ha detto il presidente Draghi: non usciremo dalla crisi esattamente come siamo entrati, non basterà riaccendere la luce perché tutto torni come prima. Il Next Generation Eu è questo – afferma – è cambiare il Paese con una serie di riforme. E invece, come ha scritto Zingaretti, c’è un ceto politico che discute di poltrone».
Landini chiede al presidente Draghi «di coinvolgere davvero le parti sociali per allargare la partecipazione al progetto di riforme e creare nuovo lavoro di qualità». Quanto al decreto Sostegno, dice, «sarebbe inaccettabile, in qualunque forma, un nuovo condono fiscale, rappresenterebbe uno schiaffo a tutti coloro che pagano regolarmente le tasse».








