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Giampiero Massolo (presidente ISPI): «L’Italia non è il ventre molle dell’Unione Europea»

Le minacce che arrivano dalla Russia dimostrano che le sanzioni stanno colpendo e che l’Italia non è «il ventre molle della Ue». Questo quanto dichiarato in un’intervista a Giampiero Massolo, presidente dell’Ispi e di Atlantia all’Huffington Post. Dichiarazioni come quella della portavoce del mistero degli Esteri russo, Maria Zakharova «ci sono state in passato e ce ne saranno in futuro, anzi mi aspetto che si intensifichino» sottolinea.

«Dal mio punto di vista, dichiarazioni simili dimostrano due cose. La prima è che Mosca mira a dividere il fronte occidentale e a esasperare le situazioni che ritiene di maggiore debolezza; noi siamo sicuri che così non sia, ma la percezione russa potrebbe essere diversa. Ingerire e dividere – storicamente e anche oggi, con mezzi più sofisticati di ieri – resta sempre l’obiettivo russo».

Il secondo punto, secondo l’ambasciatore, «è che queste sanzioni a Mosca danno proprio fastidio, tanto è vero che si fa di tutto da parte russa per giocare a pieno il proprio non irrilevante potenziale di ricatto pur di vederle attenuate se non eliminate. Io vorrei uscire da un equivoco, perché sento dire “le sanzioni sono inefficienti”, “le sanzioni si ripercuotono su chi le mette”» sostiene poi Massolo.

«Certo, una componente degli apparati sanzionatori è anche questa: è chiaro che qualsiasi restrizione, in qualche modo, danneggia sia il destinatario sia, entro certi limiti, chi la impone. C’è però da considerare che l’efficacia di un sistema sanzionatorio non si misura in settimane e neppure in mesi; va misurata su tempi più lunghi. È vero che dal punto di vista delle sanzioni energetiche queste misure, in questa fase, hanno portato comunque a dei proventi maggiorati per Mosca. Ma questa è una fase».

Pensa che i tentativi di ingerenza dei propagandisti russi avranno un impatto sul voto degli italiani?

«Oggettivamente dipende molto dalle forze politiche. Anziché tradurre tutto in immediato consenso elettorale, le forze politiche devono mantenere i nervi saldi e spiegare all’opinione pubblica come stanno le cose» replica il presidente dell’Ispi.

«A quel punto, l’impatto della signora Zakharova è nullo sull’elettorato italiano o è molto contenuto. Che i russi tentino di influire è nella loro tradizione, addirittura prima dell’Unione sovietica. Adesso sono più abili e hanno a disposizione mezzi tecnologici per le loro campagne di disinformazione, di intelligence e di influenza. Questo è evidente. Però poi dipende da noi. Se noi siamo sufficientemente solidi nella nostra coesione il problema non si pone».

Infine, Massolo nega che l’Italia sia il ventre molle della Ue: «Non mi sembra proprio. La Russia in tutti questi anni non ha fatto altro che interferire. Eppure, non mi sembra che l’elettorato italiano si sia spostato di una virgola, né che la solidità del nostro sistema di alleanze ne sia uscita scossa. Questo basta a confortarmi, almeno per ora».

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