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Massimo Giannini (La Stampa): «Parte la stagione della responsabilità, anche nei confronti della storia»

Sulla Stampa, Massimo Giannini firma l’editoriale in cui richiama l’attenzione sulla “stagione della responsabilità”: “Oggi – scrive il direttore – come l’Angelo Nuovo di Paul Klee e Walter Benjamin, Meloni ha le ali spiegate al futuro, benché i vecchi cumuli di rovine non si rassegnino a liberarla dal passato. Ma è proprio di questo che adesso c’è bisogno.

Se davvero vuole scriverne un pezzo importante, la Sorella d’Italia deve chiudere in fretta e senza rimuoverli i conti con la Storia, che come insegnava Croce è per definizione ‘sempre contemporanea’.

E poi provare davvero, come dice, a curare le ferite antiche e moderne del Paese. A farlo, come promette, ‘per tutti gli italiani, per unire questo popolo’.

D’ora in avanti noi vogliamo prenderla in parola. Gli italiani l’hanno votata, conferendole l’onore e l’onere di guidare il prossimo governo, se il Presidente della Repubblica deciderà di conseguenza. La legittimità democratica di questa scelta è netta e indiscutibile con buona pace di qualche filosofo francese.

Quello che potremmo chiamare ‘Fattore F’ come Fascismo – sottolinea Giannini – resta ancora idealmente irrisolto dentro l’autobiografia della nazione, in attesa che chi discende da quella tragedia novecentesca lo sciolga con i fatti e gli atti.

Tuttavia, politicamente, dobbiamo riconoscere che quella pregiudiziale è già caduta dentro l’urna, domenica scorsa. E a prescindere dalla natura e dalla postura del prossimo esecutivo, sul quale continuiamo a mantenere le nostre riserve, siamo tutti convinti che sia un bene, come lei stessa sottolinea, che l’indicazione di un governo di centrodestra a guida Fratelli d’Italia esca finalmente proprio da quell’urna.

Adesso comincia un altro tempo. Anche e soprattutto per questa destra che si sente infine compiuta, linda e pinta di fronte alla Storia e alla cronaca. Anche questo ha detto Meloni. Ed è la parte più importante del suo discorso, nella notte in cui tutto è cambiato per lei e tutto può cambiare per l’Italia: «È il tempo della responsabilità».

Ecco il punto. La responsabilità. Verso gli italiani che l’hanno votata, ma anche verso quelli che non l’hanno fatto e sono tanti, visto che il consenso dei ‘patrioti’ rappresenta il 26 per cento del 63,9 per cento degli elettori effettivi.

Verso la collettività nazionale – conclude – ma anche verso la comunità internazionale alla quale il Paese appartiene da sempre per valori, principi, interessi”.

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