“Il risultato dei ballottaggi può dare qualche indicazione sul futuro, ma quasi più in negativo che in positivo” perché “i sindaci sono stati scelti da minoranze più ristrette del passato e le coalizioni che li hanno espressi trasmettono un’immagine di precarietà”.
Lo scrive sul Corriere della Sera Massimo Franco commentando il voto di ieri. “Su questo sfondo controverso, tuttavia – sostiene Franco -, due elementi colpiscono.
Il primo è il rafforzamento del Pd di Letta e non solo perché è tornato a vincere a Parma ed ha strappato il sindaco a Monza, Alessandria, Catanzaro, Piacenza. Nonostante un declino grillino che ha i contorni della disfatta, il Pd ha infatti ottenuto buoni risultati in modo geograficamente omogeneo.
Il secondo elemento è una sconfitta del centrodestra perfino in alcune roccaforti del nord: un epilogo che sottolinea la crisi vistosa della Lega nella sua culla territoriale.
Il caso più eclatante è Verona, dove il risultato assume oggettivamente un riflesso nazionale perché incarna lo scontro strisciante per il primato tra Salvini e Meloni, ridimensiona le ambizioni della destra d’opposizione di poter prescindere dagli alleati ed evoca il rischio concreto di una spaccatura che trasformerebbe le politiche 2023 in una roulette.
L’analisi, infine, non può ignorare la variabile grillina: l’implosione del M5s può sprigionarsi sul sistema con una carica in grado di destabilizzarlo.
Il test che si è concluso ieri sera rimane dunque sullo sfondo come un monito a non dare nulla per scontato: né il voto dell’elettorato, sempre più restìo a partecipare; né rapporti di forza cristallizzati, perché troppe variabili sono nel gioco; né alleanze che in poche settimane hanno preso una piega inaspettata”.
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