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Maurizio Martina (vicedirettore FAO): «Restrizioni sui mercati dei beni alimentari per evitare speculazioni e aumenti di prezzo»

«Credo che i tempi per una politica di restrizioni e di limitazione all’operatività nei mercati futuri sulle commodities alimentari siano dunque maturi. Le proposte in campo sono diverse e molti autorevoli studiosi da tempo formulano idee utili, tra cui quelle di vietare o frenare sensibilmente le vendite allo scoperto o i rinnovi automatici dei contratti in scadenza per questi beni, limitare il rapporto tra operatori commerciali e investitori meramente finanziari, aumentare le cauzioni e le garanzie necessarie per operare». Parla così Maurizio Martina, vicedirettore generale della FAO, in un articolo su L’Espresso.

«Sono tutte idee che vanno nella giusta direzione. Che economia è» prosegue Martina, «quella dove ogni giorno si comprano milioni di tonnellate di sementi che nessuno vorrà mai avere e si vendono compulsivamente milioni di tonnellate di grano o di carne che nessuno ha mai avuto né mai avrà? E perché siamo arrivati al punto in cui, di fatto, il prezzo del grano oscilla come il prezzo delle azioni di una multinazionale del web?»

«A nessuno dovrebbe sfuggire il rischio che forti aspettative speculative per un rialzo del prezzo di un bene agricolo possano portare più di un operatore a trattenere la propria merce in magazzino, determinando così un aumento del prezzo reale per indotta contrazione dell’offerta», afferma il vicedirettore generale della FAO.

«Così come forti aspettative speculative di un futuro rialzo del prezzo del grano possono portare ad anticiparne gli acquisti, determinando così un aumento del prezzo reale. E il pericolo che il prezzo, generato da un algoritmo, di derrate alimentari che non esistono né mai esisteranno, possa anche solo indirettamente influenzare la fame reale di milioni di persone è un rischio che non ci possiamo permettere», conclude.

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