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Marco Zatterin (La Stampa): «La crescita frena, l’inflazione vola, la stagflazione è una minaccia reale. Se chiudiamo i rubinetti del gas per colpire i russi nessuno ci toglierà la recessione»

“La crescita frena, l’inflazione vola, la stagflazione è una minaccia reale, e se chiudiamo i rubinetti del gas per colpire i russi nessuno ci toglierà la recessione”.

Con questa preoccupante sintesi Marco Zatterin commenta sulla Stampa le previsioni economiche diffuse ieri dalle Commissione Ue. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, scrive Zatterin, “le cose hanno preso ad andare come pochi avrebbero immaginato. È il momento delle variabili impazzite, del circuito globale interrotto che impone correzioni inedite”.

Quindi si rischia il peggio, ma non è ancora inevitabile. “Se ne può uscire – secondo Zatterin – con accordi europei, investimenti pro-ciclici, meglio se basati su ricorso a un bilancio comune. L’Europa deve far quadrato sull’energia e il rilancio interno, senza dimenticare le transizioni promesse.

Serve un accordo largo, una cassa comune vincolata alla saggezza di spesa”, in modo che ognuno possa far bene il proprio mestiere: “l’Europa fissa le regole, raccoglie i soldi e li investe; gli Stati rispettano gli impegni e spendono bene, meglio se insieme.

L’Italia ha bisogno che questo succeda. Non solo. A collegare i puntini, la Commissione Ue dice due cose precise al governo Draghi e al Parlamento. La prima è che non è convinta di aver capito il balletto dei conti pubblici: segnala miglioramenti, eppure non si prende la responsabilità di includere nelle previsioni i recenti ulteriori esborsi”.

Dunque il messaggio è che bisognerebbe “tenere la barra diritta, evitare scostamenti, tantopiù nella preparazione della riforma al Patto di Stabilità. La seconda riflessione si lega al lavoro. In un contesto di inflazione, Bruxelles vede una lenta crescita dei salari che peserà sul reddito disponibile, dunque sulla domanda.

E una dinamica dell’impiego che soffrirà il rallentamento dell’attività. Morale: si temono problemi sociali importanti, diseguaglianze in aumento, povertà più diffusa. Ed è a questi, oltre al deficit, che a Bruxelles invitano a fare attenzione”.

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