Diversificazione, filiere corte e Industria 4.0 spingono l’export italiano nel periodo successivo alla pandemia Covid. Questa l’analisi di Marco Fortis, secondo cui i dati del terzo trimestre hanno dimostrato che quella italiana è “una autentica ripresa, reattiva e solida su basi strutturali e non un semplice ‘rimbalzo'”.
Italia e Francia, scrive l’economista su ‘Il Sole 24 Ore‘, hanno registrato risultati in accelerazione rispetto alla Cina, agli Usa e alla Germania. Nelle ultime previsioni del Fmi, Italia e Francia sono già oltre le stime per l’intero 2021. Dietro a questa sostenuta dinamica del Pil italiano – afferma Fortis – ci sono i contributi importanti dell’edilizia residenziale e della ripresa del turismo e della spesa delle famiglie, ma soprattutto il boom della manifattura e dell’export.
Secondo Fortis si intuiscono sempre più i vantaggi di un modello produttivo come quello italiano diversificato e flessibile. Un sistema manifatturiero non dominato da poche grandi produzioni in serie e poche grandi imprese ma imperniato su centinaia di leadership mondiali in settori di nicchia e su una forte struttura di imprese medio e medio-grandi sorrette da una moltitudine preziosa di imprese più piccole dentro le filiere e i distretti. Un sistema con capillari reti di fornitura interne, meno vulnerabili di quelle globali, e con una miriade di competenze tecniche mai abbandonate.
“E’ il made in Italy, bellezza”, scrive Fortis, quel calabrone capace di volare, dato per spacciato ma sempre più sorprendetemente vivo e competitivo”. Secondo l’economista, deve diventare continuativo e strutturale il Piano Industria 4.0, che ha permesso alla manifattura italiana di diventare innovativa e più produttiva, preparandosi per nuove sfide. Così è stata pronta a ripartire dopo la pandemia e i risultati del commercio estero lo dimostrano in modo lampante.
“Ci troviamo difronte a un boom dell’export italiano a tutto tondo”, afferma Forti e un risultato simbolo della “verve del made in Italy” è la nautica da diporto che ha toccato un nuovo massimo storico delle vendite all’estero.








