“Tra corsi, ricorsi e contro-ricorsi” il rischio è che “forse nel 2040 vedremo i lavori che verranno fatti, visto che il grosso delle concessioni scadono nel 2029”. Lo ha detto Marco Cantamessa, presidente Cva – Compagnia Valdostana delle Acque, intervenendo a un convegno di Utilitalia, in merito alle concessioni dell’idroelettrico che l’Italia si è impegnata con l’Ue a mettere a gara.
“E’ un tema che vediamo con una certa preoccupazione”, ha sottolineato Cantamessa, perché la “terza via è stata archiviata”. Una proposta di modifica normativa elaborata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica introduceva, come alternativa alle gare e ai rinnovi automatici, la facoltà per le Regioni di riassegnare le concessioni al concessionario scaduto o uscente a fronte di un piano pluriennale certo di investimenti.
“La preoccupazione che vedo andando avanti nella direzione dele gare”, ha spiegato il numero uno di Cva, è che “il playng field europeo non ci sarà; le gare saranno concentrate negli stessi anni e non ci sarà contendibilità – l’unico vero contendente saranno i grandissimi player che potranno giocare in simultanea su tutti i tavoli, mentre le utilities difenderanno le proprie concessioni e basta -; avremo gare che saranno gestite da soggetti politici e da soggetti amministrativi che, probabilmente, tenderanno a guardare al rapporto economico e faranno fatica a gestire la parte tecnica, che è la vera sfida”. L’auspicio, per Cantamessa, è che quindi “si torni a parlare di terza opzione”








