Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Marco Buti, capogabinetto Gentiloni: Il PNRR si può cambiare, ma serve chiarezza sulle revisioni | L’analisi

“La Commissione continuerà a lavorare insieme ai governi nazionali con la massima disponibilità per superare i nodi critici.

Il successo di Next Generation Eu è un obiettivo comune a Roma e a Bruxelles”.

Lo ha detto in una lettera inviata al Corriere della sera, Marco Buti, capo di Gabinetto del commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni.

“Non c’è dubbio che l’attuazione dei vari Pnrr rappresenta una sfida per tutti i Paesi Ue, e a maggior ragione per l’Italia che di queste risorse comuni è, per volume di risorse, la prima destinataria.

Ci sono scambi proficui, intensi e continui tra i servizi della Commissione e le autorità nazionali.

Tuttavia, mi preme precisare che Next Generation EU non è “uno strumento rigido”.

Al contrario, la flessibilità c’è ed è definita nel perimetro del Regolamento, approvato all’unanimità, non sulla base dell’arbitrarietà della Commissione”, ha spiegato Buti sottolineando che “come ha ribadito il Commissario Gentiloni negli ultimi mesi, revisioni dei piani sono possibili, purché si tratti di revisioni mirate e motivate da circostanze oggettive; non di modifiche, per così dire, all’ingrosso.

Di questa possibilità si sono invero già avvalsi una serie di Paesi, tra cui recentemente la Germania, la Finlandia e il Lussemburgo”.

“Ci aspettiamo, inoltre, di ricevere entro fine aprile ulteriori emendamenti ai piani con nuovi capitoli dedicati al tema della sicurezza energetica.

Sarà quella l’occasione per le modifiche al Pnrr che si ritengono necessarie”, ha proseguito.

È stato più volte detto che il Pnrr rimane un’occasione straordinaria, per l’Italia e l’Europa. Resta vero.

Insieme alla rapida approvazione della riforma della governance economica, l’attuazione efficace dei piani nazionali è la base per ricostruire la fiducia fra gli Stati membri e può aprire la strada all’offerta di quei “beni pubblici europei” che costituiranno un passaggio fondamentale dell’integrazione europea dopo il Covid e dopo la guerra di aggressione della Russia”, ha concluso.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.