Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Marcello Messori (economista): «Il settore bancario italiano è alla ricerca di un terzo polo»

Nelle aspettative degli analisti, il 2021 avrebbe dovuto ridisegnare gli assetti del settore bancario italiano grazie a diffusi processi di acquisizione delle realtà più problematiche da parte di gruppi solidi e grazie ad aggregazioni fra intermediari finanziari di analoga dimensione. Specie come esito di scelte compiute nel 2020 o qualche mese prima, l’anno in corso ha in effetti registrato interessanti novità che hanno portato al rafforzamento di vari gruppi bancari (oltre a Intesa-San Paolo, Crédit Agricole-Italia e BPER).

Resta il fatto che i generosi incentivi fiscali previsti dal governo italiano e dalle istituzioni europee non hanno indotto una soluzione dei due principali problemi aperti: come superare l’attuale struttura duopolistica e distorta di mercato; come ristrutturare banche in difficoltà senza addossare tutti gli oneri allo Stato e, dunque, alla fiscalità generale. Lo stallo è derivato dal fatto che l’incerto esito della complessa operazione fra Unicredit e Montepaschi ha frenato le già difficili iniziative sia per altri urgenti salvataggi sia per la costituzione di un’aggregazione fra banche medio-grandi, rispetto al mercato nazionale, ma piccole, rispetto al mercato europeo.
 
Come ha sottolineato anche il presidente di Confindustria, quest’ultima iniziativa è essenziale per avviare una concorrenza più equilibrata rispetto ai due attori bancari oggi dominanti e, soprattutto, per arricchire lo spettro di servizi finanziari offerti alle imprese industriali. Un ingrediente essenziale per la realizzazione delle innovazioni ‘verdi’ e digitali in Italia è, infatti, la presenza di intermediari in grado di integrare le risorse europee con strumenti finanziari per la riorganizzazione e il salto dimensionale delle imprese ‘sane’. Non è pensabile che tale gravoso compito sia affrontato solo da uno o due grandi gruppi bancari, mentre il resto del settore rimane schiacciato fra modelli tradizionali di attività e lo spettro di situazioni di emergenza.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.