- Nel mese di agosto 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +3,3% su base annua (da +2,9% di luglio), confermando la stima preliminare.
- L’aumento dell’inflazione riflette principalmente l’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +14,8% a +18,6%) e, soprattutto, non regolamentati (da +11,4% a +17,0%), dei Beni durevoli (da +0,7% a +1,3%) e, in misura più lieve, degli Alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%); di contro, decelera la crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e quella dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,8%).
- Nel mese di agosto l’“inflazione di fondo”, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,6% a +1,5%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,8% a +1,7%).
- Nel settore dei beni i prezzi evidenziano un’accelerazione del loro ritmo di crescita (da +3,2% a +4,1%), a cui si contrappone il rallentamento di quello dei prezzi dei servizi (da +2,7% a +2,4%).
Si amplia il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, che passa da -0,5 a -1,7 punti percentuali.
- La variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona si riduce (da +1,0% a +0,9%), mentre quella dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto aumenta (da +3,4% a +4,3%).
- La variazione congiunturale dell’indice generale riflette soprattutto l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+3,0%) e non regolamentati (+2,9%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,3%) e dei Beni durevoli (+0,5%).
- L’inflazione media del 2026 acquisita ad agosto è pari a +2,9% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo.
- L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a +0,1% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e a +3,2% su base annua (da +2,9% del mese precedente), confermando la stima preliminare.
- L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,6% e una tendenziale di +3,4%.
Il commento
Ad agosto 2026 l’inflazione sale a +3,3% (da +2,9% di luglio), sostenuta dall’andamento dei prezzi dei beni energetici (da +11,6% a +17,1%).
Nel settore alimentare la dinamica dei prezzi continua a essere moderata (attestandosi a +1,0%), esercitando un freno alla crescita dell’indice generale.
La crescita dei prezzi rallenta anche per alcune tipologie di servizi, tra cui i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e quelli relativi ai trasporti.
Il cosiddetto “carrello della spesa” diminuisce lievemente (da +1,0% a +0,9%), come anche l’inflazione di fondo (da +1,6% a +1,5%).
L’inflazione media del 2026, acquisita ad agosto, sale a +2,9%.
Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC)
Le divisioni di spesa
Ad agosto le principali divisioni di spesa che registrano dinamiche di prezzo in accelerazione su base annua sono quelle di Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (da +7,2% a +9,1%), Trasporti (da +4,3% a +6,1%), Informazione e comunicazione (da +0,2% a +1,6%) e, in misura minore, Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione corrente dell’abitazione (da +1,7% a +2,0%).
Scomponendo il tasso di inflazione nella somma dei contributi dovuti alle singole divisioni, l’impatto più ampio sulla crescita tendenziale dell’indice generale dei prezzi al consumo deriva dai prezzi di Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (1,084 punti percentuali), Trasporti (0,943 p.p.), Servizi di ristoranti e servizi di alloggio (0,400 p.p.), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (0,214 p.p.), Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari (0,213 p.p.).
LE TIPOLOGIE DI PRODOTTO
Con riferimento alle tipologie di prodotto, la variazione tendenziale dei prezzi dei Beni sale da +3,2% a +4,1% (+0,7% su luglio), mentre quella dei Servizi scende da +2,7% a +2,4% (+0,2% su luglio).
Il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si amplia rispetto al mese precedente (da -0,5 a -1,7 punti percentuali).
La dinamica dei prezzi del comparto dei beni riflette principalmente le tensioni nel settore energetico (da +11,6% a +17,1%; +2,9% su luglio), che interessano entrambe le componenti.
Per quanto riguarda gli Energetici regolamentati (da +14,8% a +18,6%; +3,0% su luglio), sono in accelerazione i prezzi del Gas di città e gas naturale mercato tutelato (da +21,8% a +31,0%; +6,2% su luglio), mentre quelli dell’Elettricità mercato tutelato restano stabili (a +9,7%; nullo il congiunturale).
Per quanto attiene gli Energetici non regolamentati (da +11,4% a +17,0%; +2,9% su luglio), si osserva un aumento generalizzato del ritmo di crescita dei prezzi, con particolare riferimento a quelli del Gasolio per riscaldamento (da +18,2% a +31,8%; +10,7% su luglio), della Benzina (da +8,0% a +16,3%; +6,3% su luglio), del Gasolio per mezzi di trasporto (da +18,8% a +26,7%; +5,2% su luglio), dell’Elettricità mercato libero (da +13,9% a +18,6%; +1,4% su luglio), del Gas di città e gas naturale mercato libero (da +7,4% a +11,3%; -0,2% su luglio).
Il settore alimentare complessivamente mostra un lievissimo rallentamento della crescita dei prezzi (da +1,1% a +1,0%; +0,1% su luglio), guidato perlopiù dall’ampliarsi della flessione dei prezzi dei Beni alimentari lavorati (da -0,2% a -0,4%; +0,2% su luglio).
Tale effetto è solo in parte compensato dalla leggera accelerazione su base tendenziale dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%; nullo il congiunturale), che riflette principalmente l’aumento nel ritmo di crescita dei prezzi di Ortaggi, tuberi, banane plantano, banane da cucina e legumi (da +2,6% a +4,0%; +2,2% su luglio), pur in presenza di una maggiore flessione dei prezzi di Frutta e frutta a guscio (da -0,7% a -1,7%; -4,2% su luglio).
Un contributo all’inflazione si deve anche alla dinamica dei prezzi degli Altri beni (da +0,7% a +1,0%; +0,3% su luglio), che riflette principalmente quella dei Beni durevoli (da +0,7% a +1,3%; +0,5% su luglio), imputabile all’accelerazione dei prezzi degli Apparecchi per il trattamento dell’informazione (da +5,9% a +9,6%; +3,7% su luglio) e alla flessione meno marcata di quelli degli Apparecchi per la telefonia mobile (da -8,8% a -7,5%; +2,7% su luglio) e degli Apparecchi per la ricezione, la registrazione e la riproduzione di suoni e immagini (da -6,1% a -3,7%; +1,2% su luglio).
Nell’ambito dei servizi, decelera la crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%; nullo il congiunturale), che rallenta soprattutto per effetto dei Servizi di alloggio (da +4,0% a +3,2%; -1,4% su luglio) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,8%; +1,3% su luglio), frenati dall’andamento dei prezzi del Trasporto aereo di passeggeri (da -5,6% a -11,5%; +5,7% su luglio).
L’impatto sul tasso di inflazione di agosto della dinamica dei prezzi delle diverse tipologie di prodotto è misurato dai contributi alla variazione tendenziale dell’indice generale dei prezzi al consumo.
I dati del territorio
Con riferimento alle regioni, ad agosto 2026 si assiste a un aumento generalizzato del tasso d’inflazione.
In particolare, la crescita tendenziale dei prezzi al consumo è pari a quella nazionale nel Lazio e in Trentino-Alto Adige, mentre è più alta in Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Abruzzo, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Marche e Veneto; nelle altre regioni il dato si mantiene al di sotto di quello nazionale.
Tra i capoluoghi delle regioni e delle province autonome e tra i comuni non capoluoghi di regione con più di 150mila abitanti, l’inflazione più elevata si osserva a Reggio Calabria (+4,6%), a Napoli (+4,0%) e a Catania, Palermo e Rimini (tutte a +3,9%); la più contenuta si registra a Parma e Firenze (+2,7% entrambe) e ad Aosta (+2,6%).
Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA)
Ad agosto 2026 l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) evidenzia un aumento congiunturale dello 0,1% e una crescita tendenziale del 3,2% (in accelerazione dal +2,9% del mese precedente).
Analogamente a quanto si osserva per il NIC, le divisioni di spesa i cui prezzi mostrano accelerazioni su base annua più marcate sono quelle di Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (da +7,2% a +9,0%; +0,6% su luglio), Trasporti (da +4,3% a +6,1%; +2,3% su luglio) e Informazione e comunicazione (da +0,2% a +1,4%; +1,3% su luglio).
Il rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi delle divisioni Abbigliamento e calzature (da +0,9% a +0,1%) è dovuto all’impatto dei saldi stagionali: tra luglio e agosto 2025 la diminuzione dei prezzi dovuta ai saldi è stata pari a -5,8%, mentre quella tra luglio e agosto 2026 risulta pari a -6,5%.
La crescita dei prezzi rallenta anche per l’andamento delle divisioni Ricreazione, sport e cultura (che mostrano un’inversione di tendenza, da +0,3% a -0,5%; +0,8% su luglio) e Servizi di ristoranti e servizi di alloggio (da +3,4% a +3,1%; -0,3% su luglio).
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo a tassazione costante (IPCA-TC) registra un aumento su base mensile pari a +0,4%, più consistente rispetto a quella dell’IPCA; a differenza di quest’ultimo, l’IPCA-TC è calcolato escludendo l’impatto (teorico) delle variazioni delle imposte indirette sui prezzi al consumo e, dunque, non tiene conto dello sconto generalizzato riguardante le accise sui carburanti.
Gli aggregati speciali
Con riferimento agli aggregati speciali dell’IPCA, ad agosto 2026 la crescita dei prezzi dei Beni accelera da +3,0% a +4,1% (+0,1% su luglio).
A trainare l’andamento del comparto è principalmente il settore Energia, che fa registrare un apprezzabile aumento su base annua (da +11,7% a +17,1%; +2,9% su luglio), per effetto dell’accelerazione della variazione tendenziale dei prezzi di Combustibili liquidi, carburanti per mezzi di trasporto personali, che passa da +12,7% a +20,6% (+5,6% su luglio), e di Elettricità, gas, combustibili solidi ed energia termica, da +10,7% a +14,4% (+0,8% su luglio).
La crescita dei prezzi dei Prodotti alimentari, compresi alcol e tabacco, mostra una lieve decelerazione (da +1,4% a +1,3%; +0,1% su luglio), andamento che si riscontra sia sui prezzi dei Prodotti alimentari non trasformati (da +3,3% a +3,2%; nullo il congiunturale) sia su quelli dei Prodotti alimentari trasformati, compresi alcol e tabacco (da +0,4% a +0,3%; +0,2% su luglio).
Il comparto dei Servizi registra una complessiva decelerazione della crescita dei prezzi (da +2,5% a +2,2%; +0,3% su luglio), per effetto perlopiù della dinamica dei prezzi dei Servizi relativi alla ricreazione, comprese riparazioni e igiene personale (da +2,5% a +2,2%; +0,1% su luglio) e dei Servizi relativi al trasporto (da +1,6% a +1,0%; +1,4% su luglio).
Le stime preliminari e definitive delle variazioni congiunturali e tendenziali degli indici generali NIC e IPCA relative al mese di agosto 2026 sono messe a confronto per valutare l’eventuale revisione intercorsa e, quindi, l’accuratezza della stima preliminare.
Per un’analisi più ampia dell’accuratezza e una descrizione della metodologia della stima provvisoria dell’inflazione si rimanda alla nota metodologica allegata al comunicato.








