Chi consuma meno paga di più.
E le micro e piccole imprese italiane pagano per l’elettricità 3,7 miliardi in più rispetto alla media europea, con un peso del fisco in bolletta maggiore del 47,4% rispetto all’Ue.
Sono i dati di Confartigianato presentati alla convention “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, organizzata in collaborazione con i consorzi energia Caem, Cenpi, Multienergia, dal 21 al 23 settembre.
La bolletta elettrica delle piccole imprese italiane è oggi tra le più costose d’Europa: 25,99 centesimi di euro/kWh, un prezzo che supera del 17,9% la media Ue (22,04 centesimi/kWh) e che colloca l’Italia al terzo posto nell’Ue, dietro Irlanda (28,33 centesimi) e Germania (26,06 centesimi).
A gonfiare il costo dell’elettricità – sottolinea Confartigianato – contribuisce il prelievo fiscale e parafiscale in bolletta (accise e oneri generali).
Il fisco in bolletta cala al crescere dei consumi: le grandi imprese energivore italiane registrano un prelievo fiscale inferiore alla media europea, le imprese con i consumi minori, inferiori a 20 MWh, subiscono il divario più elevato, pari addirittura al +75,5% nel confronto con l’Ue.
E mentre il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin parla di accelerazioni sul decreto bollette anche a rischio di incorrere in una procedura di infrazione da parte della Ue, il presidente di Confartigianato Marco Granelli, proprio dalla 22° “Energies and Sustainability High School”, richiama l’attenzione sul fatto che le piccole imprese “pagano anche per i grandi energivori” e questo è anche un problema di competitività.
Confartigianato ha poi stilato la classifica delle regioni con il maggiore extracosto elettrico pagato dalle piccole imprese rispetto alla media europea: in testa la Lombardia con 700 milioni, seguita da Veneto (376 milioni), Emilia-Romagna (338 milioni), Puglia (280 milioni), Toscana (265 milioni), Piemonte (262 milioni), Campania (247 milioni) e Sicilia (239 milioni).
“Tra gli interventi strutturali da attuare con urgenza c’è il riequilibrio del carico fiscale e degli oneri generali di sistema nelle bollette elettriche delle diverse dimensioni di imprenditori.
Le nostre imprese non chiedono privilegi, ma regole chiare e condizioni eque per competere in Europa.
Se vogliamo difendere il made in Italy e accompagnare le imprese nella transizione energetica, non possiamo continuare a far pagare alle più piccole un prezzo più alto proprio per l’energia che serve a produrre”, è la sottolineatura del presidente di Confartigianato Granelli.
Una prima risposta arriva a stretto giro proprio da Pichetto, intervenuto alla convention di Confartigianato, che ha riunito 150 imprenditori.
Per le piccole imprese – fa sapere il ministro – “dobbiamo assolutamente intervenire con qualche meccanismo”.
Da un lato c’è “la trattativa che abbiamo aperto sul decreto bollette con la Commissione europea, dove certamente non nego ci siano delle forti difficoltà e della forza di resistenza, da parte della Commissione Ue e da parte della Direzione della Concorrenza” che ha a che fare col tema degli “aiuti di stato”.
E dall’altro lato – annuncia Pichetto – lavoriamo “per rendere settoriali gli interventi di agevolazione, intervenendo su chi ha il carburante come elemento di base per il proprio budget, per il sistema di impresa, oppure sul modello di consumo che incide decisamente sui prezzi dei beni finali”.
E sempre dalla kermesse degli artigiani in corso in Sardegna l’ex premier ed ex Commissario europeo Paolo Gentiloni avverte che sul gap nei prezzi energetici fra quanto sborsano le piccole imprese del Belpaese rispetto alla media europea “le soluzioni devono essere in buona parte italiane, perché è difficile dare la colpa a Bruxelles, se noi italiani abbiamo un costo di energia superiore agli spagnoli, ai francesi o agli olandesi”.








