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Giovanni Tria, economista ed ex ministro dell’Economia: “Lo stop al bollo auto è un aiuto selettivo, può essere una misura intelligente purché non aumenti il deficit”

L’abolizione del bollo auto è “una misura che può essere intelligente, bisogna vedere qual è l’impatto sul bilancio, spero che non sia fatta con aumento del deficit”.

Così Giovanni Tria, economista ed ex ministro dell’Economia, interpellato da LaPresse sulla misura approvata ieri dal Consiglio dei ministri.

Rispetto al taglio delle accise ha il vantaggio di superare le principali critiche, osserva Tria: “se vado a calmierare il prezzo non do il segnale di ridurre il consumo a fronte della scarsità, che è la causa dell’aumento dei prezzi”.

Invece, con il taglio del bollo, “trasferisco reddito a classi non ricche, visto che la cilindrata della macchina, per quanto non precisissimo, è un indicatore, e chi riceve questo beneficio tenderà comunque a risparmiare sui carburanti”.

Per altro in questo modo il Governo è uscito dall’impasse sugli aiuti selettivi?

“In fondo – risponde Tria – questo è un aiuto selettivo, perché vale solo per persone meno abbienti”.

L’uscita dalla procedura di infrazione potrebbe liberare risorse anche per la copertura strutturale del taglio del bollo, come ha promesso il Governo?

“Non tutti ricordano – sottolinea Tria – che quando si esce dalla procedura di infrazione le regole non si allentano, diventano più rigide: il debito deve calare dell’1%.

Anche perché poi si torna subito in procedura di infrazione l’anno dopo”.

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