È scandaloso che lo Stato non abbia «destinato un euro per Coni e comitato paralimpico, che gestiscono i centri federali dove si allenano i campioni che poi vengono applauditi». A dirlo è il presidente del Coni, Giovanni Malagò, parlando, durante la giornata “Il Foglio a San Siro” dei fondi del PNRR. «Il Coni è lo Stato, è un ente pubblico. È una disattenzione clamorosa», spiega. «O sei in cattiva fede o sei incompetente».
«Il Ciò ha detto che russi e bielorussi non potevano partecipare e tutte le federazioni hanno seguito le indicazioni, così come anche alcuni privati come la F1 e Wimbledon. ATP e WTA non hanno ritenuto giusto il provvedimento? È un loro diritto ma devono sapere che il resto del mondo si comporta in modo diverso. Ho solo detto, cari tennisti, siete gli unici che ragionano in questo modo: se vincete la vostra battaglia, a questo punto bisogna chiedere scusa a tutti gli altri e li riporti dentro tutti. Deve essere uguale per tutti».
«Se si devono concedere delle eccezioni, allora vale la pena rivedere le cose per gli altri», aggiunge. «Se sarò ancora al Coni alle Olimpiadi 2026? Ho risposto a una intervista dicendo che ho una idea, ma non riguardava il Coni, è una idea mia di vita. Non c’era nessuna velleità di creare artifizi normativi. La mia idea magari è occuparsi di qualche altra cosa nel mondo dello sport. E troppo prematuro dire qualcosa, adesso».








